“Digitale è reale”, a Bologna il Summit di Architettura dell’informazione

Appuntamento il 15 e 16 novembre con Spot and Web media partner

di Giovanni Santaniello

L’appuntamento è per il 15 e 16 novembre a Bologna, presso il Camplus Living Bononia. Lì si terrà la due giorni del Summit italiano di Architettura dell’informazione, con Spot and Web media partner, che quest’anno giunge alla settima edizione.

archi

Titolo del summit è “Digitale è reale, progettare l’esperienza delle persone fra atomi e bit”.

Nel Paese in cui l’80% dei cittadini non si fida di Internet (il dato è stato diffuso proprio oggi dal Censis), l’iniziativa è aperta a tutti, ma in modo particolare alle aziende che, a detta di uno degli organizzatori, Claudio Muci, “finalmente stanno capendo l’importanza di una buona comunicazione online”.

Tra queste, sono attese anche le agenzie pubblicitarie che spesso sono ancora alla ricerca della bussola giusta per navigare in maniera davvero produttiva sul web.

E quindi: il primo giorno dell’iniziativa – venerdì 15 novembre – sarà dedicato agli 8 workshop dedicati. Il giorno successivo – sabato 16 – invece, i lavori saranno concentrati in una conferenza alla quale, tra gli altri, interverranno Federico Badaloni, information architect del gruppo L’Espresso.

Per seguire il summit e iscriversi ai workshop è necessario prenotarsi al sito architecta.it.

“Digitale è reale sembra un’affermazione semplice. Perfino ovvia, per alcuni. Ma scandalosa per molti. E’ ovvia, ad esempio, per chi coltiva gli affetti anche scambiandosi mail, messaggi su Twitter o foto su Facebook. E’ ovvia per chi viene curato grazie a un’applicazione del proprio telefono da un dottore che si trova a mille chilometri di distanza, per chi si muove in una città sconosciuta grazie alle mappe di Google, per chi legge un libro sul Kindle. E’ scandalosa per tutti gli altri”.

“Come tutto questo ridefinisce il lavoro di Architetti dell’Informazione e User Experience Designer? Se il digitale è reale, chi progetta l’esperienza delle persone è chiamato a ridefinire la natura stessa della sua professione, perchè dovrà fare della cross-canalità la cifra della propria competenza. Se digitale è reale, le architetture dell’informazione dovranno essere indipendenti dalle piattaforme, ma dipendenti dai contesti d’uso. Se il digitale è reale, progettare come se il mondo fisico e quello digitale fossero due cose distinte è un errore strategico”.

Un esempio? Lo fornisce lo stesso Muci: “L’altra settimana, ho comprato online una lavastoviglie, ma non ho potuto ancora utilizzarla. Perché? L’ho comprata con la garanzia del ritiro dell’usato. Ma sul sito di cui mi sono fidato non era specificato che non era prevista l’installazione: non era specificato da nessuna parte. Ecco: a Bologna cercheremo di chiarire a tutti, ad esempio, che le cose, su Internet, devono essere trovabili, comprensibili ed usabili. E che è bene progettarle per gli utenti e con gli utenti, tenendo ben chiaro il bisogno che dovranno andare a soddisfare”.

Una banalità? Nel Paese dell’80% di Internet-scettici non si direbbe proprio.