Vizi Pubblicitari-Birra, consumo e politica: il mix Bavaria piace al Giuri’

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Assolti i messaggi “– Tasse, + Casse” e “Dal magna magna al bevi bevi”

di Federico Unnia

Federico Unnia
Federico Unnia

Chi l’ha detto che per pubblicizzare prodotti potenzialmente sensili come la birra non si possa far leva anche sull’humor? Ne sa qualcosa Bavaria, nota marca, la cui ultima pubblicità stampa ed affissioni centrata sullo slogan “– Tasse, + Casse” e “Dal magna magna al bevi bevi”, relativi alla campagna “Vuota Bavaria”, è stata assolta dall’accusa formulatale del Comitato di controllo di essere in contrasto con l’art. 22 Cap.
Secondo il Comitato i messaggi, al di là del contenuto ironico, avrebbero veicolato in modo suggestivo un concetto di uso-abuso dell’alcol. I claim rappresentavano un approccio al tema poco responsabile, in quanto volti a sottolineare un consumo che non viene proposto in termini di misura (“+ casse”, “bevi bevi”), risultando diseducativo per il pubblico, in particolare di quello dei minori, non essendo altresì sufficiente l’avvertenza “Drink responsibly”, scritta a caratteri minimi e in inglese.

Pron. 20-13 CdC c. Bavaria
A tali accuse Bavaria, precisato che la campagna traeva spunto dalla contestuale diffusione di messaggi elettorali in occasione delle elezioni politiche, aveva replicato sottolineando lo spirito ironico dei messaggi, basati su giochi di parole, che risulterebbero dissacranti e inidonei a indurre al consumo smodato della birra pubblicizzata. L’insieme della campagna contribuiva a interpretare correttamente i singoli messaggi che la compongono, essendo questi caratterizzati dalla stessa impaginazione, dagli stessi colori, dalla stessa impostazione stilistica e di pensiero.
Il Giurì, premesso che non essendoci evidenze sul modo in cui i messaggi potevano essere letti dai destinatari era quindi necessario limitarsi all’analisi caso per caso, ha ritenuto che nei messaggi contestati fosse prevalente la dimensione ironica, dato il momento storico in cui la campagna era pubblicata, quello della campagna elettorale nazionale, con l’obiettivo di vampirizzare il sentire comune e le forme espressive dell’agone politico. La prevalenza dell’ironia rendeva pertanto i messaggi, conformi all’articolo 22 del Codice.