Se la Formula Uno corre a Gerusalemme

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La Città Santa a caccia di normalità (e di affari). Ma solo la parte ebrea è favorevole ai bolidi nelle strade che hanno scritto la storia

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Lo faranno per la ‘normalizzazione’ di Gerusalemme. Per portare un po’ di spensieratezza in chi da sempre deve fare i conti con una guerra strisciante. E, perché no, per dare il la a nuovi affari sulla scia del marketing. Ma l’idea di ‘Kaspersky’, azienda internazionale specializzata nella protezione dei computer, di sponsorizzare la Formula 1 per le strade di Gerusalemme è un grosso salto nel buio, essendo diventata già l’ennesimo pomo della discordia tra ebrei e palestinesi.

gerusalemmeEppure, la manifestazione è stata denominata ‘The peace road show’. Il 13 e 14 giugno portera’, per la prima volta in assoluto, i bolidi rossi di Maranello e di altre case automobilistiche a correre nella Citta’ Santa.

L’evento – evidentemente con l’obiettivo di aprire alle corse motoristiche da sempre seguite con un forte impatto mediatico – è stato voluto fortemente dal sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat.

Ma i palestinesi parlano di un nuovo tentativo di ”giudeizzare” la citta’ da parte delle ”forze di occupazione”.

Per loro, poco importa che la manifestazione annoverera’ tra i suoi protagonisti anche un pluricampione mondiale di motociclismo come Max Biaggi che si esibira’ su un modello Supermotard della Ducati. E che ci sarà anche Giancarlo Fisichella alla guida di una Ferrari F60.

Il percorso studiato per la ‘The Peace Road Show’ e’ di tutto rispetto non solo per il tracciato, quanto per la solennita’ dei luoghi: circa due chilometri che partono dalla stazione ferroviaria a poca distanza da piazza Remez e, lambendo le mura della Citta’ Vecchia, toccano tra i punti piu’ famosi e turistici di Gerusalemme Ovest: la Cineteca di Gerusalemme, la Torre di David, Mamilla, il parco della Campana della Liberta’, il teatro Khan.

Gli spettatori – i prezzi al pubblico variano dagli 80/90 ai 150 euro per le postazioni Vip con visite ai box e ai piloti – potranno godersi l’esibizione dei piloti da tribune e palchi che sono stati posizionati ai bordi del tracciato.

Ma, intanto, non si vive l’attesa con la giusta tranquillità. Una parte della città è contro la Formula 1. Nonostante le parole d’ordine del sindaco: ”La manifestazione – ha detto Barkat – mostrera’ al mondo come Gerusalemme possa combinare storia e modernita’, attraverso un evento che mettera’ a fianco uno dei piu’ popolari sport al mondo con le antiche mura della Citta’ Santa”.

Ecco: l’operazione di marketing ci sta sicuramente. A patto che non si finisca fuoripista alla prima curva.