Editori-giornalisti, la crisi scatena la guerra fredda

119

Su Facebook il post al vetriolo del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino: “Non ho commentato i dati della Fieg perché non sono stato invitato”

twitter@g_santaniello

Se pensavate che il dato secondo cui il 2012 è stato l’anno peggiore degli ultimi venti per l’editoria italiana con i quotidiani che hanno perso 1 milione di copie negli ultimi 5 anni aiutasse ad unire le forze del comparto, quantomeno per spirito di sopravvivenza, vi sbagliate.

CONVEGNO FNSI
Enzo Iacopino

La Federazione degli Editori, infatti, il giorno dopo aver illustrato i drammatici numeri della crisi, finisce sott’accusa da parte del presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino.

Sulla sua pagina Facebook, il numero uno di via Parigi svela con chiarezza il perché con un post il cui titolo è ‘La Fieg, la crisi e il mio silenzio’.

“Alcuni amici – scrive Iacopino – mi chiedono perché non abbia fatto commenti sulla relazione di Giulio Anselmi, illustrata ieri in una “cerimonia” solenne. Gli altri anni non avevo fatto mancare riflessioni, a volte fortemente critiche. In verità le sole parole critiche venivano dall’Ordine. Il silenzio di quest’anno? Presto detto: non mi hanno invitato. Vuoi vedere che, data la crisi, per risparmiare, non hanno fatto inviti? O, invece, pensate sia per altre ragioni, ad esempio un segno di stile?”

E pensare che Anselmi, nella stessa occasione di ieri, aveva speso queste parole: “Da questa crisi epocale di tutto il settore dell’editoria italiana si puo’ uscire solo con una comune strategia”. ‘Comune’ era riferito a chi?