Salasso Iva per cd e dvd in edicola, AudioCoop: “Sarebbe un colpo mortale”

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L’appello del presidente delle piccole etichette discografiche indipendenti, Giordano Sangiorgi: “La musica è un prodotto culturale che vale il 4% di Iva”

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“Un aumento di 17 punti di Iva significherebbe dare un colpo mortale alla nostra industria, in particolare a un segmento la cui mission e’ quella di tutelare e promuovere l’immenso patrimonio artistico italiano”. Lo scrive Giordano Sangiorgi, presidente di AudioCoop (coordinamento delle piccole etichette discografiche indipendenti italiane, rappresentanti di circa 150 marchi della nuova discografia) in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Enrico Letta, al ministro per i Beni Culturali, Massimo Bray, e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Giovanni Legnini.

edicola“Siamo molto preoccupati dalle notizie circa la copertura finanziaria del provvedimento Ecobonus che prevedrebbe l’innalzamento dell’Iva (dal 4% al 21%) sui prodotti editoriali venduti insieme alle pubblicazioni, tenuto conto che la nostra battaglia da sempre era quella contraria – spiega Sangiorgi – Vale a dire di fare riconoscere la musica come prodotto culturale e parificarla dappertutto al 4% di Iva”.

“In una fase di transizione e di grave crisi dei consumi, la misura prevista dal Decreto Ecobonus rappresenta una minaccia per un segmento, quello dell’edicola, gia’ in gravissima difficolta’ ma che mantiene tuttavia ancora un ruolo e una funzione di distribuzione di contenuti musicali e culturali – sottolinea Sangiorgi – I beni strutturalmente connessi ai contenuti editoriali hanno svolto in questi anni una importante funzione per la promozione della musica e la diffusione di opere dell’ingegno a costi contenuti per le famiglie italiane e le giovani generazioni. Un canale che costituisce una fonte di ricavo per i bilanci delle imprese discografiche che hanno vissuto una situazione di disagio industriale senza uguali nel decennio appena trascorso”.

“L’auspicio e’ che si possa rivedere quest’approccio normativo per non gravare ulteriormente su un comparto che gia’ sconta una sperequazione fiscale rispetto ad altri comparti del mondo culturale. Sono convinto – conclude Sangiorgi – che non sia intenzione di questo Governo penalizzare il mercato dell’industria musicale che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy e che, inoltre, andrebbe promosso tutto insieme, coordinando le associazioni di discografici, di musica dal vivo e degli altri principali attori del settore, nel nostro Paese e all’estero”.