‘Minuti scritti’, Annamaria Testa presenta su Facebook il suo ultimo libro

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Il post ‘Far ginnastica con le parole e la scrittura’

twitter@g_santaniello

La famosa pubblicitaria Annamaria Testa presenta sulla sua pagina Facebook il suo ultimo libro, ‘Minuti scritti’.

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Lo fa con un post intitolato “Far ginnastica con le parole e la scrittura”

“È un libro di poco più di 200 pagine. Nasce da un corso di tre giorni, intitolato ‘Scrittura indolenzita? Facciamo stretching’ che ho tenuto nel 2012 al Festival di Internazionale. Propone – ecco il perché del titolo – una progressione di brevi esercizi di scrittura da farsi in tempi molto ridotti (dai cinque minuti alla mezz’ora), ciascuno corredato da un commento e da alcune prove, vere, realizzate dai partecipanti al corso. Ho aggiunto un paio di esercizi pubblicati su NeU: ecco perché alcuni di voi ritroveranno le proprie proposte in quelle pagine. Gli esercizi sono abbastanza curiosi. Si possono fare da soli, o insieme a un amico, o in aula. Il mio sogno è che qualche prof li proponga ai suoi studenti e poi mi dica com’è andata”.

“Almeno nelle mie intenzioni, ‘Minuti scritti’ potrebbe servire a diverse cosucce. Prima di tutto, a divertirsi con la scrittura, che è una roba sì seria, ma non sussiegosa. E poi: a ragionare su quanto viene prima dello scrivere (il modo in cui si osservano le cose, per esempio, e il punto di vista che si assume) e su quanto viene dopo (il modo in cui si rilegge e si corregge). Ma ‘Minuti scritti’ non è un corso di scrittura creativa. È uno strano attrezzo che ha due peculiarità”.

“Permette di fare confronti realistici tra quanto ciascuno scrive e quanto, posti in condizioni analoghe, hanno scritto altri: non grandi autori ma gente comune, che però se la cava più che discretamente. Misurarsi con altri permette di mettere a fuoco aree di forza e di debolezza e di scoprire possibili tracce alternative di pensiero”.

“Forza il ritmo dello scrivere, proponendo compiti semplici ma riducendo il tempo cronologico disponibile per ciascuno svolgimento. Per dire il motivo per cui questa pratica può risultare utile devo fare una digressione. Il pensiero logico è lento, si sviluppa per sequenze ordinate, chiede un alto livello di attenzione focalizzata. Entrare in questo stato mentale è tutto sommato semplice: basta concentrarsi sul proprio compito e svolgerlo procedendo con metodo, passo dopo passo. Il pensiero creativo procede caotico, per associazioni velocissime”.

“Quando tutto funziona, cosa che non sempre capita, è talmente fluido e rapido che sembra andare avanti da solo. Ma – qui sta il punto – accedere a questo stato mentale è più difficile ed è, per certi versi, controintuitivo: da una parte bisogna sfuocare l’attenzione, ridurre il livello di vigilanza e “spegnere” il ragionamento logico. Dall’altra bisogna lasciar correre il pensiero senza frenarlo. Avere un vincolo di tempo molto stretto (ma, ripeto, realistico) su un compito limitato, chiaro e non risolvibile per vie logiche è un modo per cambiare ritmo forzandosi a passare da un tipo di pensiero all’altro: più o meno come fare flessioni, o esercizi per gli addominali, è un modo per forzarsi a usare certi muscoli”.

“La seconda metà dell’ultimo capitolo entra nel dettaglio di questo e di altri, chiamiamoli così, meccanismi utili a innescare il pensiero creativo. Al corso tutto questo ha funzionato. Potrebbe funzionare anche sulle pagine”.