Editoria, arriva la stangata per cd e dvd allegati ai giornali

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L’Iva per questi prodotti schizzerà dal 4% al 21%. L’introito previsto servirà a finanziare l’Ecobonus. Ma la Fieg prepara il contrattacco

di Giovanni Santaniello

Il ministro del Tesoro Maurizio Saccomanni giura che l’Ecobonus farà bene all’economia italiana. Ma, intanto, c’è già chi se ne dovrà accollare il costo e non è per nulla contento di farlo.

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Si tratta delle aziende editoriali che vedranno schizzare, secondo quanto deciso dal Consiglio dei Ministri venerdì, l’Iva di dvd e cd che escono in allegato a giornali e riviste dal 4% al 21%.

Costeranno, in pratica, 5 volte in più. Una vera e propria stangata che dalle parti della Fieg, la Federazione Italiana Editori di Giornali, non è stata presa affatto bene.

Ad ore è atteso un comunicato ufficiale da parte del presidente Giulio Anselmi. Ma, intanto, si fa già notare che il fisco agevolato per cd e dvd ha consentito, finora, il raggiungimento di almeno tre obiettivi. Il primo: hanno promosso la lettura in un Paese assai poco incline a quest’esercizio. Il secondo: hanno consentito che tanti film e tante opere musicali entrassero nei salotti delle famiglie utilizzando un canale privilegiato. Il terzo, non meno importante in un periodo di crisi nera: hanno sostenuto i bilanci delle imprese editoriali.

Si tratta di beni culturali che ora la mannaia del fisco a favore di ristrutturazioni ed efficienza energetica rischia letteralmente di affossare. In ballo ci sono questi numeri: l’Ecobonus dovrebbe produrre un decimo del Pil in più, circa 160 miliardi, a detta di via Venti Settembre. Le entrate previste dall’aumento dell’Iva per gli editori si aggira, invece, sui 125 milioni all’anno. Il braccio di ferro è solo all’inizio.