Enel trascina Greenpeace in Tribunale per lo spot anti-carbone

Ma Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, si schiera a difesa dell’associazione: “E’ la fonte di energia più inquinante. Mi sarei aspettato un’inversione di rotta della società al posto dell’arroccamento su frontiere indifendibili”

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Enel trascina in Tribunale Greenpeace, Calopresti e Giffone per il cortometraggio ‘Uno al giorno’, uno spot contro l’uso del carbone da parte della società pubblica che, come indica il titolo, causerebbe una vittima al giorno.

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Sta di fatto che la mossa è criticata aspramente dal presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci: ”Non mi pare un’azione intelligente da parte dell’Enel portare in tribunale Greenpeace, Calopresti e Giffone per un efficace spot contro l’uso del carbone. E’ noto che il carbone e’ la fonte di energia fossile piu’ inquinante. Anche l’Enel sa che il futuro e’ legato sempre piu’ al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili. Del resto – prosegue il deputato del Pd – e’ dalle rinnovabili che, stando allo stesso bilancio Enel, giungono le prospettive piu’ interessanti”.

Per questo Realacci si chiede ”perche’ allora non comunicare al Paese una mutazione di rotta, con ovviamente i tempi necessari? Perche’ attestarsi con protervia su frontiere indifendibili?”.

Da un grande gruppo, conclude Realacci, che ”tanta parte ha avuto nella storia del nostro Paese, questo ci aspetteremmo: un’idea piu’ ambiziosa e convincente di futuro”. Altro che la censura ad uno spot.