Diritto d’autore on line: “Affamate di pubblicità i siti pirati”

La proposta alle aziende di Kerstin Jorna, direttore della Commissione Europea per la proprietà intellettuale, per battere gli ‘avvoltoi’ del settore musicale

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Se tolleranza zero deve essere, che sia fino in fondo. Bisogna prosciugare l’acqua in cui nuotano i pesci illegali del web. Il che significa togliere loro la pubblicità. E’ l’appello lanciato da Kerstin Jorna, direttore della Commissione Europea per la proprietà intellettuale, impegnato nel convegno dedicato al diritto d’autore on line organizzato oggi a Roma. Per lei, il fronte caldo è in primis quello della musica.

kerstin”I cittadini europei – analizza la Jorna – consumano in media 40 canzoni al giorno. Il mercato europeo conta 500 milioni di abitanti e piu’ di 200 piattaforme per la musica. Inoltre, il 30% delle vendite musicali sono digitali”.

”I consumatori di musica vogliono pagare – sostiene la Jorna – ma spesso i micropagamenti costano piu’ dell’oggetto e i giovani, principali acquirenti, anche volendo, non hanno una carta di credito per i pagamenti online”.

Il fatto è anche che, una volta subita una violazione dei propri diritti d’autore, e’ poi molto difficile far valere le proprie ragioni: “Il tempo medio di un procedimento va da meno di 2 a 3-5 anni. I Paesi piu’ veloci sono l’Inghilterra, i Paesi Bassi e la Germania, mentre i tempi piu’ lunghi si incontrano in Italia, Spagna e Ungheria. Per questo – sottolinea la Jorna – soprattutto la piccola e media impresa preferisce lasciar stare e per questo stiamo lavorando a un progetto di notice action cosi’ che si possa procedere con un meccanismo unico in tutta Europa. Speriamo che questa legislazione sia pronta entro la fine dell’anno”.

Sta di fatto che il suggerimento principale rimane quello inerente la pubblicità. Il commissario, rivolgendosi alle aziende non poteva essere più chiaro: ”Non investite in pubblicita’. Anzi: affamate di pubblicita’ i siti pirata, al momento tra i principali destinatari degli investimenti online anche da parte di quelle stesse aziende che si lamentano della contraffazione dei loro prodotti”.

Come dire: quando il cane si morde la coda. Con il gusto dell’autolesionismo.