L’amore di Fede (ai tempi del marketing)

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La Pellegrini ha annunciato con un comunicato stampa la fine del suo ultimo amore. Ecco perchè

di Giovanni Santaniello

Rassegnamoci: ‘Repubblica’ l’ha battezzato ‘l’amore al tempo del marketing’. Quello finito, con tanto di comunicato stampa, tra Federica Pellegrini e Filippo Magnini. I due campioni del nuoto hanno voluto mettere la parola fine al loro rapporto. Evidentemente, ce ne faremo tutti una ragione.

pellegrini

Sta di fatto che l’Ansa ha annunciato l’ufficialità dell’evento segnalandola come una notizia importante. C’è da chiedersi per chi. O per cosa.

E quindi, probabilmente, qui va ricordato che la Pellegrini, fin dai successi di Pechino 2008, ha conquistato, oltre che una serie di cuori maschili – cosa che puntualmente è finita sulle prime pagine di gossip sebbene la Fede ancora oggi giuri di non capacitarsene (“Non sono una magia-uomini”) – anche una montagna di sponsor. Per citarne alcuni: Fiat, Carpisa, Yamamay, Enel, Sky, Barilla (per cui è testimonial dei biscotti Pavesini), Armani, Mizuno, Nilox, la Regione Veneto.

fede 2Una volta, la Gazzetta dello Sport calcolò che per la campionessa veneta, rappresentavano un guadagno fino a 4 milioni di euro. Cifra costantemente da aggiornare visto che solo il 5 aprile scorso ancora l’Ansa ha dato notizia dell’ultima azienda che per lei ha messo mano al portafoglio: la Jaked, che è diventata sponsor tecnico di Fede firmando un contratto di 4 anni che accompagnerà la nostra anche alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 e che per l’occasione ha voluto far sapere che aveva creato un costume “in laboratorio con l’applicazione di nanotecnologie esclusive”.

Ecco: la Pellegrini da sempre nuota nell’oro, tant’è che si sa che mamma Cinzia ha messo su per la figliola una società ad hoc – Fenice 88 – per curarne gli interessi.

E’ tutto questo mondo dorato che ruota attorno alla campionessa di Mirano, che è pur sempre una ragazza di 24 anni, a giustificare, quindi, la fine del fidanzamento con comunicato stampa?

Anais Ginori su ‘Repubblica’ in edicola oggi sottolinea che “non bastano più servizi fotografici, posati o fintamente rubati, e presunte confidenze vendute un tanto al chilo nelle interviste (la psicologa Valeria La Via parla a tal proposito di “contenuto minimo di verità”, ndr). La regola, come insegnano i grandi comunicatori, è diventare padroni del cosiddetto “storytelling”, meccanismo narrativo inventato dalla pubblicità ma che dalla politica allo sport ha contaminato tutto, o quasi”.

Sicuramente, anche ciò che fa la Pellegrini quando non nuota.