Export e digitalizzazione: un binomio vincente per le aziende del Sistema Italia

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Le aziende più attive sul web esportano di più grazie all’e-commerce e il 39% del loro fatturato legato all’export deriva dalla commercializzazione online dei propri prodotti, come dimostra l’analisi realizzata da Google in collaborazione con Doxa Digital, che illustra il rapporto tra digitalizzazione ed export per le aziende italiane, con un focus sulle PMI.

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E-commerce: lo scenario nazionale e internazionale
Nel 2012, il valore dell’e-commerce di prodotti e servizi a livello mondiale ha superato la soglia dei mille miliardi di dollari, con una crescita media del 21,1% rispetto al 2011. Nel 2013 si prevede che le vendite online cresceranno ulteriormente del 18,3%, raggiungendo la cifra di 1,298 trilioni di dollari. In Europa, il mercato e-commerce ha raggiunto nel 2012 un valore complessivo di oltre 305 miliardi di euro, con una crescita del 22% sul 20111. L’Italia fa registrare dati sensibilmente inferiori eppure in decisa crescita: solo nel 2012 i Web shopper italiani sono cresciuti del 30%, sfiorando la quota di 12 milioni di unità, circa il 40% degli utenti Internet del nostro Paese2. Nel mondo delle imprese però il ritardo è ancora più evidente: solo tre PMI italiane su dieci si avvalgono del commercio elettronico come canale addizionale di vendita o di acquisto3.

Export e digitalizzazione: un binomio vincente
Secondo le analisi condotte da Doxa su più di 5.000 aziende di piccole e medie dimensioni, emerge chiaramente come le imprese italiane che hanno commercializzato i propri prodotti online oltre confine sono riuscite a compensare meglio la crisi o addirittura hanno ottenuto un incremento nel proprio fatturato. Al crescere del livello di maturità digitale, aumenta la percentuale di PMI che intrattengono rapporti internazionali di vario tipo, nonché la percentuale di imprese che fanno export, con risultati molto promettenti per le imprese di minori dimensioni.

In particolare, la percentuale di piccole imprese che intrattengono relazioni con l’estero – grazie all’uso maturo di strumenti digitali – è quattro volte superiore alla percentuale di aziende non digitalizzate. Al crescere del livello di maturità digitale, cresce anche la percentuale di aziende che esportano, passando dal 55% delle non digitali al 67% delle imprese avanzate da un punto di vista digitale. Non solo, maturità digitale ed export hanno un impatto diretto anche sul fatturato: le imprese digitalmente avanzate dichiarano – in media – che il 24% del fatturato derivante dall’export è realizzato proprio attraverso il canale digitale.

Il trend di questo fenomeno trova un’ulteriore conferma allargando il campo dell’indagine alle imprese di medie dimensioni: al crescere del livello di maturità digitale cresce la propensione all’internazionalizzazione e all’esportazione. Anche in questo caso, al crescere del livello di maturità digitale, cresce la percentuale di imprese che esportano, passando dal 74% delle non digitali, all’87% di quelle avanzate. Infine, la percentuale di fatturato derivante dall’export realizzata attraverso e-commerce è pari al 39%, segnale del potenziale insito nel web come canale incrementale per l’export.

“Il web rappresenta una leva insostituibile per la crescita. Proprio per questo sono convinto che si debba ripartire dal Made in Italy, punto di forza del nostro sistema economico, e abbracciare il digitale per far incontrare la domanda internazionale con le eccellenze del nostro Paese – dichiara Fabio Vaccarono, Country Director di Google Italy. Nessun Paese come l’Italia può contare su un sistema manifatturiero e agroalimentare così amato e conosciuto in tutto il mondo. Ma se fino a oggi comprare italiano era un’opportunità per pochi, oggi Internet permette di raggiungere direttamente tutti i potenziali consumatori. Questa, a mio avviso, è la via che l’Italia deve percorrere e Internet è lo strumento naturale per far conoscere il meglio delle oltre 4 milioni di aziende italiane al mercato globale”.

Il Made in Italy attraverso il motore di ricerca
Dalle analisi effettuate da Doxa Digital, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito risultano essere le destinazioni predominanti per l’export delle aziende nostrane. Eppure se guardiamo alle ricerche effettuate dagli utenti sul motore di ricerca nel mondo emerge un bacino potenziale ancora inesplorato.
L’interesse degli utenti per il Made in Italy continua a crescere: nel primo semestre 2013, le ricerche su Google relative al Made in Italy sono cresciute dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente4. Stati Uniti ed Europa continuano ad essere le aree geografiche con i volumi assoluti maggiori, seguiti da Giappone, Russia e India, che fanno registrare la crescita maggiore. La Moda è la categoria più cercata, seguita dal settore Automotive: i tassi più alti di crescita li registra però il Turismo, che sta tornando a crescere dopo il rallentamento dello scorso anno; positivamente stabile la crescita dell’Alimentare. Significativa infine la crescita dell’utilizzo dei dispositivi mobili: più del 40% delle ricerche analizzate è stato effettuato proprio da smartphone e tablet.