La pubblicità progresso lancia la App per donare gli organi

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Alberto Contri: “I social media stanno diventando il luogo della nuova solidarietà”

twitter@g_santaniello

E’ un problema di coscienza. Che da oggi, ognuno di noi può risolvere nel segreto del proprio smartphone. E’ stata creata un’applicazione, infatti, da scaricare sul cellulare piuttosto che sul tablet, che permette di iscriversi alla lista dei donatori di organi e tessuti con pochi ‘click’. In pochi secondi.

A lanciarla è la campagna ‘Tu puoi dare la vita’ di Pubblicita’ progresso in collaborazione con Aido, Fondazione italiana ricerca in epatologia e Centro nazionale trapianti.

tu puoi dare la vita bb

Dopo una prima fase sui media tradizionali – stampa, radio e tv – la campagna approda sul web e sui social network con l’obiettivo di “sensibilizzare soprattutto la popolazione giovane”, si legge in una nota, e “accrescere il numero dei donatori”.

“Concepita in un momento di grandi cambiamenti nel mondo dei media – si legge in una nota – la campagna, del tutto cross-mediale e interattiva, si propone di costituire un nuovo modello di riferimento per la comunicazione sociale, essendo stata studiata per agire a fondo nel contesto della rivoluzione dei media: mezzi classici e nuovi, social network e attivita’ virali convivono su orbite coordinate che fanno perno su un articolato portale appositamente progettato, con un impiego originale di numerosi testimonial”.

“Questa campagna sta diventando sempre piu’ virale, come era nelle nostre intenzioni – ha spiegato Alberto Contri, presidente di Pubblicita’ progresso – siamo convinti che l’applicazione rappresenti una ulteriore opportunita’ di diffusione. Su Facebook in molti stanno ‘postando’ immagini proprie e di amici mentre ostentano la tessera Aido. Dai testimonial famosi stiamo passando ai testimonial di base che si impegnano a diventare donatori e a reclutarne di nuovi. E’ la lampante dimostrazione che i social media, invece che luoghi dove passare o perdere tempo, stanno diventando i luoghi di elezioni della comunicazione e della solidarieta’ sociale”.