Qui Firenze, l’appello per gli Uffizi: “La loggia di Isozaki con gli sponsor”

“Non si può più attendere, dopo 15 anni bisogna realizzare il progetto dell’architetto giapponese”: l’sos dell’Ordine degli architetti fiorentini durante il ciclo di assemblee pubbliche organizzate insieme a Image per parlare del futuro urbanistico della citta’

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O lo sponsor o la vita. Arriva da Firenze l’ultimo appello ai privati per tutelare i tesori d’arte italiani. Dopo gli sos lanciati dalla Chiesa e le operazioni già portate in porto a Roma dove, accanto al Marco Aurelio, è tornato a splendere il mitico gruppo marmoreo del leone che sbrana il cavallo dopo un restauro e una promozione made in Usa, sono gli architetti fiorentini a lanciare il loro grido d’allarme.

uffizi

”Il centro storico di Firenze non puo’ piu’ aspettare. E’ il momento di passare ai fatti e riqualificare complessivamente i molti spazi vuoti che lo popolano, che non possono rimanere a lungo abbandonati ad un incerto destino. Senza dimenticare il progetto della loggia per i Nuovi Uffizi, crocevia dello sviluppo del tratto tra piazza San Firenze, piazza dei Giudici e piazza Castellani”, è l’appello lanciato alle istituzioni dall’Ordine degli Architetti di Firenze.

Il loro interesse è quello che finalmente si realizzi il progetto dell’architetto giapponese Arata Isozaki, vincitore di un concorso internazionale da piu’ di un decennio.

Il richiamo degli architetti è arrivato durante il quarto incontro di “Firenze che sara'”, il ciclo di assemblee pubbliche organizzate insieme a Image per parlare del futuro urbanistico della citta’, che si e’ svolto ieri nella sala delle Reali Poste degli Uffizi.

Tra gli ospiti anche l’architetto ed ex assessore alla cultura della giunta Pisapia, Stefano Boeri, e lo storico e critico dell’arte Michele Dantini. ”La mancata realizzazione della nuovo loggiato di ingresso ai Nuovi Uffizi – affermano gli architetti – dovrebbe suscitare profonda riflessione e ritornare nelle attenzioni del nuovo governo, non trattandosi di un problema della sola Firenze, citta’ del mondo. Ci rivolgiamo anche al nuovo ministro dei Beni culturali, Massimo Bray. Se le risorse scarseggiano, in un periodo in cui la crisi economica attanaglia tutti, si pensi al coinvolgimento trasparente anche di sponsor e investimenti privati. E’ in gioco la credibilita’ di Firenze e del nostro Paese di fronte all’attenzione internazionale, visto che un progetto, quello di Arata Isozaki, fu selezionato, con procedure indiscusse, ben 15 anni fa con un regolare e qualificato concorso di architettura. E non ha mai visto la luce, forse ucciso da polemiche mai sopite”.

La costruzione del nuovo ingresso, oltre ad essere un tassello fondamentale per il completamento del sistema museale degli Uffizi, secondo gli architetti, servirebbe a innescare un ”percorso virtuoso” per ricollegare la principale istituzione museale del mondo al resto del tessuto urbano attraverso il recupero di quella importante zona del centro storico ancora oggi concepita solo come un ”retro”, un luogo di importanza secondaria. Ma solo apparentemente.