Istigazione a delinquere, condannato blogger anti-cartelloni (abusivi)

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Qui Roma: 9 mesi a un 34enne che avrebbe indotto a vari episodi di vandalismo. L’avvocato: “Chi scrive su Internet dovrà rispondere anche degli atti che compiono gli altri?”

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I cartelloni pubblicitari abusivi continueranno a far mostra di sè lungo strade e piazze della Capitale. Ma lui, Massimiliano T., 34 anni, autore di un blog (cartellopoli.com) che ne denunciava l’esistenza, è stato condannato dal giudice monocratico del tribunale di Roma per istigazione a delinquere.

cartelloniItalia 2013. L’epoca in cui il direttore del Tg di La7, Enrico Mentana, abbandona il campo di Twitter per eccesso di insulti. L’epoca in cui Internet rischia di essere imprigionato. E non perché la presidente della Camera, Laura Boldrini, invoca regole ferree per il dilagare della violenza. Ma perché un giudice monocratico del tribunale di Roma ha inflitto al blogger in questione una pena di 9 mesi.

Proprio così: secondo l’accusa, l’uomo avrebbe istigato i frequentatori del suo blog a compiere azioni violente contro il diffondersi dei cartelloni abusivi a Roma.

Nei mesi scorsi, in seguito alla querela presentata da una societa’ che gestisce impianti pubblicitari, il sito in questione e’ stato anche sequestrato. Ma ora, il rappresentante dell’accusa ha ottenuto la condanna sia per la gestione del blog che per la gestione del gruppo di discussione su Facebook.

In base a quanto sostenuto dall’azienda che ha depositato la denuncia in Procura, sono state molte le azioni vandaliche che sono state ispirate dal blog di Massimiliano: ”L’imbrattamento dei cartelloni con vernice spray; il danneggiamento delle comici; lo smontaggio delle plance pubblicitarie…”, si legge negli atti dell’accusa.

Ma l’avvocato Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito, che difendera’ il blogger in appello, ha spiegato: “La sentenza apre la strada alla perseguibilita’ dei titolari di blog non solo per le piu’ classiche fattispecie della diffamazione, ma anche per l’ipotesi nella quale la manifestazione del diritto di critica, oltretutto compiuta da terzi rimasti anonimi, possa addossare una responsabilita’ per istigazione a delinquere ed apologia di reato al titolare del blog”. Tempi duri, quindi, per chi scrive su Internet. Peggiori di quelli che attendono gli abusivi.