Un flop chiamato Carosello: ascolti dimezzati e stampa inferocita

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Gli 11 milioni della prima puntata erano solo un miraggio. Alla prova del bis, la striscia pubblicitaria rilanciata dalla Lei viene affossata. E persino Fiorello la stronca

di Giovanni Santaniello

E alla controprova, Carosello non regge. Se in occasione del debutto, la striscia pubblicitaria rilanciata dalla Rai aveva raccolto un ottimo risultato in termini di audience (11 milioni di telespettatori), alla puntata numero due la quantità di telespettatori si è quasi dimezzata. Al punto di massimo ascolto, infatti, Carosello è stato seguito da meno di 6 milioni e mezzo di telespettatori (fonte di elaborazione Auditel minuto per minuto by Media Consultants).

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Lorenza Lei
Un dato prevedibile, a dirla tutta. Visti i commenti che si sono succeduti sui social network da parte degli utenti da un minuto dopo la messa in onda della prima puntata. Le critiche mosse da diversi addetti ai lavori (tra i quali Piersilvio Berlusconi che ha dovuto far ricorso a tutta la sua diplomazia per mantenere un fair-play di cortesia nel commentare l’iniziativa del suo diretto concorrente). E le stroncature dei giornali.

Carosello Reloaded 7  maggio 2013

Persino Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, non è stato misericordioso con Carosello 2.0. “La nostalgia non basta”, si è letto sul giornale romano. “Non si va avanti tornando indietro. Il nuovo deve offrire novità, non echi malinconici”.

Ma questo è solo uno dei commenti più soft. Leggere per cerdere Nanni Delbecchi sul Fatto Quotidiano. Già il titolo del giornale di Antonio Padellaro lascia ben poco all’immaginazione: “Carosello, povero vecchio: lasciatelo riposare in pace”. Il pezzo è quanto mai devastante: “E che, ci ho scritto Jo Condor? – scrive Delbecchi – Mai battuta fu più appropriata: Carosello Reloaded somiglia parecchio alle magliette taroccate dei vucumprà. A parte il vecchio marchio usato come specchietto per le allodole, dell’originale non c’è praticamente nulla. Nè, a giudicare dal format, potrebbe essere diversamente: 3 spot in tutto (circondati da altri spot prima e dopo, nota per il Garante), per una durata complessiva di 210 secondi, più o meno la stessa durata di ogni singolo sketch del Carosello originario che era di 10 minuti in tutto…” Il Fatto chiama sul banco degli imputati il management Rai che ha puntato sul rilancio della striscia pubblicitaria: “C’era quasi tutto di irripetibile, in Carosello – sottolinea Delbecchi – Ecco perchè non è stato mai ripetuto. Non è che ci volesse molto a capirlo, ma in Rai la pensano diversamente. Speriamo che, di fronte alla pochezza del risultato, si convincano a fare rapidamente retromarcia”, è il messaggio per Lorenza Lei, presidente di Sipra, e soci.

La Stampa di Torino è appena un pò più tenera. Alessandra Comazzi scrive che in Carosello “c’è più notalgia che appeal per i nativi digitali”.

Europa, uno dei due giornali del Pd, la mette direttamente così: “Che orrore”. Stefania Carini non fa prigionieri: “Questo Carosello è uno strano mostro a tre teste”. La prima è costituita dal fronte pubblicitario, e Europa non può far altro che constatare che “le aziende non riescono o non vogliono creare spot di pregio”.

Carosello è stato stroncato anche dall’edicola di Fiorello. A commentare la striscia pubblicitaria che voleva tornare ai vecchi fasti è stato ‘Agonia’. Non a caso.