Vizi Pubblicitari-No alle cicliste ammiccanti

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di Federico Unnia

Federico Unnia
Federico Unnia

In tempo di crisi tutto ciò che circola su due ruote sembra scatenare strane e irrefrenabili fantasie sessuali. Deve essere di questa opinione il Presidente del Comitato di Controllo che ha bloccato attraverso l’emissione di un’ingiunzione di desistenza ex art. 39 Cap il messaggio pubblicitario “La bici come vuoi tu”, apparso sul quotidiano L’Arena di Verona, e ritenuto manifestamente contrario all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
il messaggio, volta a promuovere il negozio di biciclette da corsa, MTB, fixed e città “Chesini”, mostrava sopra lo slogan “La bici come vuoi tu” l’immagine di 7 donne in costume da bagno o in tute superaderenti, rivolte al pubblico con atteggiamenti ammiccanti.

ing. 46-13 Chesini

 

Come dicessero, a mo’ di sfida: vuoi la bicicletta? Eccola e pedala!
Secondo il Comitato di Controllo siffatta comunicazione commerciale veicolava una rappresentazione svilente della donna, determinando in tal modo il contrasto del messaggio con l’art. 10 del Codice. Norma che, come tutti sanno (o dovrebbero sapere?), impone il rispetto della “dignità della persona in tutte le sue forme e espressioni”. Difatti, secondo il Comitato, nulla giustificava la scelta comunicazionale in questione, essendo l’immagine unicamente finalizzata ad attrarre l’attenzione del pubblico attraverso l’esposizione del corpo femminile quale oggetto del desiderio in vetrina. Il messaggio trasferiva sulla donna e sul suo corpo l’appetibilità di quanto pubblicizzato e la facile accessibilità dell’una e all’altro, con una commistione di piani che conduceva alla mercificazione della persona e al degrado della sua dignità. Condotte non permesse dal Cap e come tali da censurare.