Spread, storia di una parola: dagli incubi degli italiani agli slogan pubblicitari

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A Milano la campagna di Banca Popolare la utilizza per lanciare i mutui

di Giovanni Santaniello

Spread, storia di una parola. Di una parola che racconta la nostra storia recente. Di una parola che gli italiani sono stati costretti ad imparare dall’autunno del 2011 come sinonimo di crisi economica e finanziaria e che ora si ritrovano nelle scritte pubblicitarie in metropolitana.


strizza il mutuo

Capita a Milano, dove la Banca Popolare ha commissionato all’Agenzia Essense la campagna pubblicitaria della sua ultima offerta sui mutui. Come dire: di questi tempi, davvero una sfida. Ma che l’agenzia per cui lavora l’account director Michele Calvo conta di vincere mettendola così: ‘Strizza il mutuo. Spremuta di spread in cocktail di vantaggi”. Il tutto, sotto l’immagine di un’arancia che si spreme. Come, di sicuro, si sono sentiti gli italiani nel pagare le tasse e mettere il Paese in sicurezza, per dirla con Mario Monti, il cui nipotino – manco a farlo apposta – è stato ribattezzato, come si trovò lo stesso premier a confidare in tv, per l’appunto ‘spread’ dai compagni di scuola.

Ma tant’è. “Quella di ‘Strizza il mutuo’ – fanno sapere da Bpm – è una campagna che si inquadra nel progetto di comunicazione commerciale di Banca Popolare di Milano incentrato su un modo diverso di presentare l’offerta bancaria. Il presidio dell’area alimentare e il ricorso ad una modalità di narrazione didascalica come quella delle ricette segnalano in modo evidente questa volontà. Inoltre, la riduzione ai minimi termini del costo riferito al mutuo è ben segnalato da un verbo per certi versi estremo come strizza”.

E la parola spread? “Non può sottrarsi alla logica del fare positivo perché orientato a qualcosa di “buono” per definizione come il risultato di una ricetta. La scommessa evidente di questa campagna – sottolinea Bpm – è proprio la trasmutazione in positivo di un termine che ha goduto di grande amplificazione, ma legato a sentimenti negativi. Nella nostra ricetta, viene ridotto a succo. Ad un ingrediente di una bevanda piacevole da gustare. Il tutto, grazie, naturalmente, all’opera di una banca che agisce in questo senso”. Come dire: c’era una volta una parola che solo a sentirla ci si sentiva male.