Renato Sarli nominato nuovo consigliere nazionale TP per la Lombardia

“Competenze, giovani, la capacità di fare rete: ecco le sfide che ci attendono”

di Giovanni Santaniello

 

Renato Sarli si definisce “un uomo di parole, strategie e creatività”. 55 anni, di Luino, in provincia di Varese, docente di marketing presso l’Accademia di Belle
Arti di Brescia, copywriter, direttore creativo e strategico, consulente e collaboratore presso aziende e agenzie, è stato appena nominato consigliere nazionale per la Regione Lombardia dell’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti (TP).

 

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Pronto per la nuova avventura?

“Sì. Da oltre trent’anni mi occupo di comunicazione impegnandomi anche sotto l’aspetto della rappresentanza istituzionale, prima in Unicom come consigliere, poi con la vicepresidenza di TP. Ora, mi attende questo nuovo incarico con l’obiettivo di rilanciare la Lombardia nel solco del lavoro già avviato dal mio predecessore, Luca Guastini. Si tratta della regione più importante per noi, sia per quantità di soci che per attività che vi si svolgono”.

Per forza di cose si troverà alle prese con la crisi.

“Proprio per questo, credo che bisogna dare un nuovo impulso, un rinnovato entusiasmo all’intero settore. Purtroppo, i cali degli investimenti nel settore pubblicitario sono evidenti e colpiscono in primis noi professionisti del campo. Ma credo che proprio questo sia il momento di ripartire avendo la capacità di guardare ad obiettivi concreti”.

Quali saranno le priorità del suo impegno?

“Prima di tutto, mi pongo l’obiettivo di presentare TP a tutte le associazioni di categoria. E’ fondamentale far conoscere la professionalità e il codice etico dei nostri soci. E’ necessario far conoscere sempre di più le nostre capacità professionali in un momento in cui tutti sembrano poter fare tutto. Naturalmente, a discapito della qualità dei servizi che offrono”.

C’è da lottare tutti i giorni, per citare una sua recente campagna.

“Sì, mi preme molto sottolineare l’impegno di TP per il rispetto delle pari opportunità e per la dignità della donna. Al di là della campagna del 2012 contro la violenza, ricordo con piacere il convegno promosso dal presidente di TP, Biagio Vanacore, presso la Camera dei Deputati a cui parteciparono parlamentari di tutti i gruppi sul tema della dignità femminile nella comunicazione”.

Accanto alla particolare attenzione verso le donne, un altro tema d’attualità sarà quello dei giovani.

“Senza dubbio. Come me, molti professionisti TP affiancano all’attività professionale quella dell’insegnamento. E’ con il loro contributo che vorrei avvicinare i ragazzi a Tp creando dei contatti permanenti con le scuole, le università, le accademie, con tutte quelle istituzioni che sfornano i professionisti di domani. Se posso dare un consiglio a un ragazzo o a una ragazza che vuole entrare nel mondo della comunicazione è quello di mettersi immediatamente in rete. Questo, sia per le opportunità di conoscere altri professionisti. Sia per avere  i consigli e la formazione giusta. Magari, approfittando proprio di un’associazione strutturata come TP”.

Lei è anche Presidente del Premio Targa Pirella, nel ricordo del pubblicitario del ‘bollino blu’ della banana Chiquita, del ‘Nuovo? No! Lavato con Perlana’ e del ‘O così o Pomì’ scomparso nel 2010: un vero e proprio genio.

“Investiremo molto nel Premio con tante novità. La prima è che lo renderemo aperto alla partecipazione di tutti i professionisti della comunicazione italiana, non solo ai soci di TP, anche se si manterremo sezioni dedicate a loro. Poi, daremo nuovo impulso al Premio speciale dedicato agli under 30 e istituiremo un Premio speciale dedicato alla comunicazione sociale e del no profit. Lo intitoleremo a Maurizio Rompani, scomparso lo scorso dicembre che, oltre ad essere stato direttore generale di TP, è stato anche un docente di etica della comunicazione assai sensibile a questo tema”.

Anche questo può aiutare ad uscire dal tunnel della crisi?

“Soprattutto qui in Italia stiamo nel pieno della salita, è inutile negarlo perché rispetto a quelle degli altri Paesi, le nostre aziende non danno la necessaria importanza alla comunicazione. Ma proprio per questo TP è sempre più determinata a svolgere un ruolo di garanzia verso di loro, offrendo professionisti preparati. Penso, ad esempio, alle sfide che propone la nuova tecnologia informatica, come quella del mobile che diventa sempre più fondamentale. Le aziende, oltre che di strumenti, devono dotarsi di vere e proprie strategie. E queste ultime le possono offrire solo veri professionisti”.

La Rai ha rilanciato ‘Carosello’. Può essere una risposta efficace?

“E’ un’iniziativa alla quale guardo con simpatia, anche se nutro dei dubbi seri sul suo successo duraturo. Certo, è un’operazione che accende i riflettori sul mondo della comunicazione. E il format può essere anche interessante perché si torna al racconto, le marche sono conversazioni e questo modo di raccontare sicuramente è nelle mie corde. Spero però sinceramente che Carosello apra a produzioni che si volgano verso la sperimentazione e non verso la nostalgia”.