La web reputation sempre più importante nei processi di recruiting

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web-reputationLa presenza in Rete diventa sempre più importante per chi cerca lavoro. A confermarlo la ricerca “Il lavoro ai tempi del social recruiting e della digital reputation” effettuata da Adecco in collaborazione con l’Università Cattolica.

La ricerca, che ha coinvolto sia selezionatori che candidati, ha evidenziato alcuni dati interessanti sulla relazione fra presenza sui social e possibilità di trovare lavoro.

In primo luogo, il 50% degli intervistati che è riuscito a trovare lavoro online dispone di una rete sociale particolarmente ricca. I candidati di successo sono, sempre più spesso, coloro i quali integrano la capacità di creare relazioni offline con quella di alimentarle costantemente attraverso gli strumenti online.

Per i recruiters i social sono utili per allargare il bacino dei candidati, verificare la completezza dei CV ricevuti, trovare profili più mirati. Da notare che mentre quasi 9 recruiter su 10 sono assidui frequentatori dei social, solo la metà dei candidati li utilizza costantemente.

Fra i vari canali a disposizione, non sorprende constatare che i responsabili delle risorse umane tengano in considerazione soprattutto LinkedIn, anche se altri social come Facebook e Twitter vengono scandagliati di frequente.

Questi dati ci raccontano di un mondo dove, a fronte di una crescente difficoltà a trovare lavoro, assume crescente importanza la capacità di sviluppare la propria presenza sui social e di dedicare tempo alla digital reputation.

Un’esigenza che, stando al sondaggio, sarebbe ormai stata introiettata sia da chi cerca lavoro, sia da chi seleziona il personale. Il 70% dei candidati digita il proprio nome su Google per vedere quali informazioni emergano, mentre questa percentuale cresce al 77% per i recruiters che cercano notizie aggiuntive per decidere chi assumere.

Ma è proprio vero che profili online poco curati o dove compaiono in evidenza determinate informazioni potrebbero addirittura disincentivare un’assunzione? A quanto pare sì: i responsabili delle risorse umane affermano infatti che nel 12% dei casi si sono trovati a dover escludere un candidato per le informazioni reperite in rete. Un chiaro segnale che occorre essere sempre più attenti ai contenuti che vengono veicolati tramite i profili online e che potrebbero diventare elementi di valutazione importanti per la possibilità di trovare lavoro.

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