Ecco la legge per i protagonisti della comunicazione

Nuove prospettive per pubblicitari, copywriter, account e public relation. Le associazioni pronte alla sfida

di Giovanni Santaniello

I professionisti della comunicazione 2.0 hanno davanti a sé un nuovo futuro: più certo e, soprattutto, più tutelato. Questo, grazie alla norma che finalmente riconosce le professioni finora non regolamentate. Dai pubblicitari ai copywriter; dagli account a chi si occupa di public relation: dal 14 gennaio scorso, tutte queste figure professionali possono contare su una legge (la numero 4 del 2013) che delinea finalmente il loro riconoscimento giuridico e, di conseguenza, la loro tutela. Il tutto, a vantaggio sia dei diretti interessati che dei cittadini-utenti.

Venerdì, a Milano, se ne è parlato in due convegni. Il primo organizzato da Confesercenti a cui ha preso parte, tra gli altri, il direttore delle relazioni esterne dell’Uni, Ruggero Lansi. Il secondo promosso dall’associazione PIU (Professioni Intellettuali Unite), durante il quale è intervenuto anche Angelo Deiana, autore del libro ‘Associazioni professionali 2.0’ che sarà dato alla stampe entro la metà del prossimo mese di maggio per il Sole24Ore.

Angelo Deiana
Angelo Deiana

“La nuova legge – ha spiegato Deiana – apre una nuova frontiera soprattutto per i professionisti della comunicazione. Nel mio libro, metto a confronto associazioni di professionisti e di consumatori e mi sono reso conto una volta di più di quanto sia fondamentale questo settore. L’intera collettività dovrà rendersene sempre di più conto. Anche perché è un concetto che vale già oggi per tutti. Anche chi non è un professionista della comunicazione, infatti, già oggi deve comunicare. E in un mondo fondato sulla reputazione, chi è professionista della comunicazione è destinato a giocare in un ruolo sempre più strategico in quanto saprà condividere nozioni e informazioni rifuggendo dal difenderne passivamente la proprietà”.

Deiana ha promosso a pieni voti la nuova legge in quanto “riconosce come professionisti coloro i quali già da tempo erano riconosciuti come tali nei vari mercati di competenza”. E perché la “visibilità istituzionale” sarà fondamentale per garantire la qualità di prodotti e servizi non solo nel campo della comunicazione, ma in centinaia di altri settori.

Basti pensare che le professioni non regolamentate, finora, sono state le più disparate: l’archeologo, il bibliotecario, il cuoco, il mediatore familiare, l’amministratore di condominio, l’animatore turistico. La necessità di una legge che le regolamentasse è racchiusa in un dato numerico. “In Italia – ha svelato Giuseppe Dell’Aquila, responsabile dell’ufficio legislativo della Confesercenti nazionale – a fronte di 1,7 milioni di professionisti iscritti nei vari Ordini o Collegi, ce ne sono ben 3,5 appartenenti a professioni non organizzate. La nuova legge nasce proprio per promuove l’autoregolamentazione volontaria e la qualificazione della loro attività”.

Ma, per dirla con Angelo Deiana, da oggi anche lo ‘smacchiatore di giaguari’ può essere riconosciuto come un professionista? No, naturalmente. Se si pensa che il sistema delle ‘associazioni di seconda generazione’ è destinato a poggiare per chi ne farà parte su tre gambe: sui percorsi formativi che forniscono scuole e università, su quelli che garantiscono apprendistati e tirocini e sulla certificazione di parte terza. “Le associazioni – ha spiegato ancora Deiana – finora hanno vissuto perlopiù di spontaneismo. Ora, però, si volta pagina: si impone loro una nuova organizzazione capace di farle uscire dalla nicchia ed essere pronte ai cambiamenti che viviamo quotidianamente. Anche perché, contemporaneamente alla nuova legge, è entrato in vigore anche il decreto legge derivato dalla riforma Fornero 13 del 2013 che istituisce il Libretto Formativo del Cittadino che sarà un pò la nostra carta d’identità professionale riconosciuta in tutt’Europa”.

Fatta la legge, per passare immediatamente all’azione, è pronta a fare la sua parte l’Uni, l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione che svolge attività normativa in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario e il cui ruolo è riconosciuto sia dall’Ue che dallo Stato italiano. “L’Uni – ha spiegato il direttore delle relazioni esterne, Lensi – mette a disposizione la sua attività super partes ponendosi come obiettivo la sintesi di tutti gli interessi dei soggetti chiamati in causa dalle nuove norme. Il riconoscimento delle professioni deve avvenire con una autoregolamentazione condivisa, trasparente e volontaria. Si può giungere all’abiettivo nell’arco di un anno. Ma avendo, naturalmente, sempre la possibilità di modificarle”.

Lo scopo, ha ricordato il presidente di PIU Claudio Antonelli, sarà quello di “potenziare le professioni senza scadere nel corporativismo”.

E il mondo della comunicazione è pronto a cogliere la sfida.

 

Nevio Ronconi
Nevio Ronconi

Nevio Ronconi, presidente di Federpubblicità, ha dichiarato: “La nuova legge ci regala nuove prospettive. Il riconoscimento professionale è per noi, così come per i nostri committenti e i cittadini-utenti, una importante garanzia. Basti pensare a quanta importanza la legge dia all’aggiornamento professionale. Federpubblicità, in accordo con le altre associazioni del settore, chiederà all’Uni di poter esaminare le norme che riguardano chi si occupa di comunicazione. Siamo pronti a dare il nostro contributo affinché le varie figure professionali del nostro campo siano sempre all’avanguardia sul mercato”.

 

Letizia Pini
Letizia Pini

Letizia Pini, direttrice di Ferpi, la federazione che rappresenta i professionisti che operano nelle relazioni pubbliche, ha aggiunto: “La legge va a colmare un vuoto che era sempre più evidente. Ora abbiamo davanti a noi la sfida della concreta attuazione delle norme predisposte. Si apre una nuova partita. Ma è importante riconoscere la professionalità di chi esercita per tutelare gli utenti oltre che gli stessi addetti ai lavori anche a livello internazionale. Imporre un codice etico e una continua formazione, in tal senso, costituirà un punto fermo”.

La legge promuove anche un contatto diretto coi cittadini. Il che è stato sottolineato dalla direttrice di Altroconsumo, Luisa Crisigiovanni: “E’ bene considerare la tutela dei consumatori non come qualcosa di aggiuntivo, bensì centrale nell’opera dei professionisti. Ogni giorno, riceviamo fino a 1.500 richieste di informazioni, ed è nostro interesse avere professionisti di qualità”.

Anton Peter Margoni
Anton Peter Margoni

E proprio questo punto, infine, è stato sottolineato da Anton Peter Margoni di TP (Associazione Italiana Pubblicitari professionisti): “Dopo una battaglia lunga vent’anni, finalmente abbiamo una legge che ci regala una nuova prospettiva. Noi, come TP, eravamo già impegnati nel campo formativo riconoscendo l’importanza della certificazione Iso 9000, che rispecchia le norme internazionali che definiscono un prodotto o un servizio di qualità. Ma ora abbiamo uno strumento in più anche per recuperare qualche socio che abbiamo perso nel tempo proprio perché stanco di aspettare un riconoscimento che era dovuto a noi come addetti ai lavori e ai cittadini, come utenti e consumatori sempre più consapevoli”.