“Ecco come è nato il nuovo logo di Sigeta”

Intervista a Luca Olivetti, professione pubblicitario

logo sigetaNapoletano di Castellammare di Stabia, 34 anni, pubblicitario da quando ne aveva 18 per una passione che nel tempo non ha fatto altro che aumentare. Luca Olivetti ha disegnato il nuovo logo di Sigeta, la società del presidente Biagio Vanacore che si occupa di comunicazione a tutto campo.

Come è nata l’esigenza di un nuovo logo?

“Dall’essersi resi conto che quello precedente era passato, vecchio. Che non ci raccontava più”.

Ha dovuto rimboccarsi le maniche a quel punto.

“Sì. Bisognava svecchiare ciò che rappresenta la nostra immagine. E così si è messa in moto una riflessione che ha riguardato tutti noi che lavoriamo in Sigeta, senza alcuna eccezione”.

Come è partita la discussione?

“Dal porsi la domanda ‘Sigeta cosa si propone di fare?’ La risposta è stata semplice: essere un’agenzia che si occupa di comunicazione a 360 gradi. Da questo nasce l’idea dell’anello del logo: un elemento che rimanda immediatamente l’idea della ‘multifunzionalità’ della nostra agenzia”.

Nel nuovo logo c’è anche qualcosa che è stato ripreso…

“Sì: il tricolore. Era già presente nel vecchio logo e abbiamo deciso di mantenerlo. Il nuovo ha bisogno di avere elementi di continuità”.

Quanto tempo è stato necessario per disegnare il nuovo logo di Sigeta?

“Il tempo maggiore, di solito, occorre per il confronto con tutti coloro che il logo deve rappresentare. Ma in questo caso, devo dire che la discussione è stata abbastanza veloce. Non si è bloccato sulla classica contrapposizione tra appartenenti a generazioni diverse. E’ stato subito concepito un logo che ci rappresentasse nel mondo del web 2.0. Per il resto, una volta concepito, il disegno, sotto l’aspetto tecnico, ha portato via poche ore”.

La contrapposizione tra vecchie e nuove generazioni è forte nel campo pubblicitario?

“Direi che lo è come negli altri campi professionali. Ognuno è l’insieme delle esperienze che ha vissuto. Quindi, è inevitabile che persone con età diverse siano portate a pensarla in modo diverso”.

Tre aggettivi per un buon logo.

“Intuitivo, semplice e armonico. Alla fine, paga di più una linea che un rettangolo chiuso”.