‘Facce da cartone’, la campagna social del consorzio Bestack

AAA testimonial cercansi

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Testimonial volontari cercansi disposti a ‘metterci la faccia’. Buona causa assicurata, visto che si tratta di promuovere l’utilizzo di imballaggi per l’ortofrutta in cartone ondulato: sostenibili, ecologici, igienici, rinnovabili e riciclabili.

cartone

Parte dal basso, spiega l’Adnkronos, la campagna ‘low budget’ e social di Bestack, il consorzio non profit di ricerca promosso all’interno di Gifco (il Gruppo italiani fabbricanti cartone ondulato).

Si chiama “Facce da cartone” e punta a trasformarsi in campagna ‘virale’ passando attraverso i social network (questa la pagina Fb della campagna, https://www.facebook.com/MartinaEIlConsorzioBestack?fref=ts) dove vengono pubblicate le fotografie scattate a chi ha deciso di ‘prestare’ il proprio volto per sostenere la campagna.

I testimonial volontari utilizzano il set realizzato dal consorzio e scelgono uno dei 25 fumetti di cartone che reinterpretano modi di dire, frasi celebri e titoli di film, slogan pubblicitari: da “che il cartone sia con te” a “il cartone e’ costruito attorno a te”, da “all you need is… corrugated” a “fate l’amore… con il cartone”.

Obiettivo: diffondere la conoscenza del cartone ondulato che e’ “l’imballaggio piu’ sostenibile, come dimostra uno studio del Wwf; il piu’ igienico per l’ortofrutta; e’ quello che assicura i maggiori benefici in termini economici e logistici e il piu’ sostenibile”, dichiara all’Adnkronos il direttore di Bestack, Claudio Dall’Agata.

Concetti che vengono tradotti, nei fumetti della campagna, anche in altre lingue perche’, come ricorda Dall’Agata, “il 30% dell’ortofrutta italiana viene esportata all’estero”. Alla campagna hanno prestato il volto anche gli alunni delle scuole elementari, dopo aver partecipato – nell’ambito della seconda edizione del Progetto delle Buone Idee – ai laboratori didattici dedicati al tema dei consumi sostenibili con l’obiettivo di stimolare la riflessione sulle materie prime con cui vengono prodotti gli imballaggi e imparare a scegliere quelli rinnovabili che non incidono sul depauperamento delle materie prime.

“Gli imballaggi in cartone ondulato sono gli unici ad essere davvero rinnovabili – sottolinea il direttore del consorzio Bestack – perche’ utilizzano materie prime rinnovabili, cioe’ cellulosa da foreste certificate. Comprare prodotti contenuti in questi imballaggi significa quindi contribuire a rinnovare le foreste”. Ecologico, igienico, ma anche conveniente.

Secondo uno studio promosso da Bestack e condotto da un’equipe dell’Universita’ di Bologna sulle pesche, la frutta confezionata in imballaggi in cartone ha una ‘shelf life’ (cioe’ il periodo oltre il quale un prodotto non puo’ essere venduto e consumato) superiore da 1 a 3 giorni rispetto ad altri tipi di imballaggio.

La shelf life delle pesche imballate nel cartone ondulato e’ risultata superiore del 20% rispetto a quelle imballate in plastica riutilizzabile a sponde abbattibili: il che si traduce in un giorno in piu’ a disposizione per consumare il prodotto. E in casi di mantenimento non ottimale della catena del freddo (e quindi a temperature piu’ elevate), il dato raddoppia, con una differenza tra le due tipologie di imballaggio superiore ai due giorni.

Merito del materiale: il cartone ondulato certificato Bestack e’ poroso, quindi in grado di ‘intrappolare’ i microrganismi degradativi. La plastica invece e’ piu’ scivolosa e favorisce una migrazione maggiore di microrganismi verso frutta e verdura contenute, dove si trova un substrato preferibile da colonizzare. Il set della campagna “Facce dda cartone” e’ presente in tutte le fiere e i momenti di incontro a cui partecipa il consorzio Bestack. L’ultima occasione in ordine di tempo e’ stata l’edizione 2013 di Macfrut a Cesena Fiera.