“Errare humanum est”

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di Nicol Garutti

“Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.”
Samuel Beckett

Parliamo. Pensiamo. Ci lamentiamo. Ci lamentiamo di cosa? Di un qualcosa che non arriva, che potremmo avere ma che non vogliamo raggiungere. O meglio, che pensiamo di voler raggiungere. Sì, perché se davvero lo volessimo, qualcosa, non dico tutto, ma sicuramente qualcosa cambierebbe.
E invece il più delle volte stiamo fermi, arenati, aggrappati a quel minimo di stabilità che ci illudiamo di aver raggiunto. Incollati a quel finto senso di appagamento derivante dalla mancanza di coraggio. Ho riflettuto. C’è qualcosa di peggio di non avere il coraggio di cambiare? Fino a qualche tempo fa ero convinta che nulla fosse equiparabile o mortificante come il non trovare la forza di dare una svolta alla propria vita. Ora invece, sono convinta che non é la paura di cambiare quello che ci blocca ma, bensì, la paura di fallire. La paura di non essere all’altezza, di sentirsi inferiori, vulnerabili, ridicoli agli occhi di chi su di noi ha riposto tante aspettative. Fallire, a mio parere, significa crescere. Più che mai sono convinta della veridicità del detto “Sbagliando s’impara”. Azzardo. Non è che la paura di sbagliare, in qualche modo, ha a che fare con la mancanza di umiltà? Solo chi si sente troppo sicuro e pieno di sé crede di fare bene anche quando commette un errore. Magari è consapevole di sbagliare ma non lo ammette, perché mettersi a nudo davanti agli altri spaventa. A me spaventa di più il non sapere determinate cose, avere la possibilità di impararle, e non farlo per paura di essere giudicata. Come scritto da Niccolò Tommaseo, “L’umiltà ci rende forti, e poi sapienti; l’orgoglio, deboli e stolti”.
La volontà di imparare e migliorarci è una delle poche cose che ci permette di sentirci vivi, di perseguire i nostri obiettivi, magari sbagliando, ma che, perlomeno, ci dà la forza di tentare.
Per concludere, riporto una frase di Ugo Bernasconi: “Quando avete perduto la virtù di tentare, avrete perduto anche la virtù di fare”.