In ricordo di Maurizio Rompani: la forza tranquilla

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di Francesco Cataldo Verrina

Quando, molti anni fa, ebbi l’occasione di conoscere Maurizio Rompani durante una convention TP, tra noi ci fu immediamente uno scambio di battute; e quel tono distensivo, quasi goliardico ma confidenziale, ha sempre caratterizzato ogni nostro incontro.
C’era sempre una sorta di preambolo semiserio e scherzoso prima di affrontare delicate questioni, talvolta difficili, per la nosta TP. E sì, perchè Maurizio Rompani non è stato solo l’uomo dalla battuta facile, dall’umanità straripante, dalla disponibilita senza limiti, ma soprattutto, per anni, ha svolto la funzione di collettore ideale tra il “milanocentrismo” della TP e la periferia dell’associazione, rappresentata sovente da scoraggiati cordinatori e soci delusi, i quali riuscivano a trovare in lui un punto di riferimento ed uno stimolo a continuare, nonostante le difficoltà, le divisioni e le differenti prese di posizione.

In lui c’era quella forza tranquilla e disarmante in grado di attutire le spinte contrarie, smussare gli angoli, addolcire le asperità, ma soprattutto un’innata capacità di analisi e un forte senso etico che gli permetteva di sintetizzare sempre il meglio anche dalle situazioni più complicata: un mediatore per antomomasia, colto, sensibile ed autoronico. Tutto ciò gli ha sempre consentito di agire con levità, evitando di prestare il fianco alla polemica o di emettere giudizi affrettati su uomini e situazioni a vario titolo.
Di fronte alla morte, talvolta il silenzio prende il sopravvento e le parole potrebbero apparire superflue, ma credo che Maurizio non sarebbe d’accordo, anzi, sicuramente, non lo è.
Maurizio amava scrivere, parlare e comunicare. Quel suo saper cogliere i lati positivi della “leggerezza dell’essere”, nonché l’innata predisposizione alla battuta salace ed al motto di spirito, l’hanno reso capace di travalicare i ristretti limiti della vita terrena.
Oggi, che per molti di noi è difficile immaginare un futuro per qualunque tipo di associazione, in questo triste momento, appare assai complicato pensare ad una TP senza Maurizio Rompani.
Però, caro Maurizio, quella bottiglia di Sagrantino, come c’eravamo ripromessi nell’ultima telefonata a fine luglio, avremmo dovuto berla insieme. Che peccato!
…sarà difficile dimenticarti!

Francesco Cataldo Verrina