Vizi Pubblicitari- Servizi internet a sfondo erotico

di Federico Unnia

La fantasia perversa, cameratesca, di alcuni creativi pubblicitari italiani non conosce limiti. Dopo auto, gomme, arredi, traghetti, prodotti alimentari, tombe, servizi di derattizzazione ecco il turno dei più prosaici servizi di connessione ad internet. Si tratta del messaggio pubblicitario della Connetti.it by Invew Adriatico che per il Presidente del Comitato di Controllo ha violato gli artt. 9 – Violenza, volgarità, indecenza –, 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – e 1 – Lealtà della comunicazione commerciale – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Apparso nel sito Internet www.connetti.it, nella pagina facebook http://www.facebook.com/connetti e su affissioni nella provincia di Pescara, mostrava sul lato sinistro la figura di una ragazza in costume con la testa piegata all’indietro e le braccia stese oltre i fianchi con i polsi rivolti verso l’alto, nella parte superiore campeggia la scritta: “La diamo a tutti…l’Adsl, dove non c’è”.


Secondo il Comitato di controllo il gioco di parole contenuto nella headline non lasciava alcun margine di dubbio all’immaginazione circa il suo significato scurrile, generando così un doppio senso volgare, in aperto contrasto con l’art. 9 del Codice. Inoltre, tale comunicazione recava un’intollerabile offesa alla dignità della persona, in violazione del dettato dell’art. 10 del Codice in quanto era evidente l’uso strumentale e la mercificazione dell’immagine della donna. La struttura del messaggio, infatti, è stata ritenuta tale da portare il pubblico ad una univoca decodifica che implicava, nel doppio senso su cui si fonda, la sostituibilità tra il servizio offerto e la donna, la quale si ritrova ad essere ridotta a mero oggetto di desiderio e di profferta. Infine, la gratuità della rappresentazione, per niente giustificata da quanto si intende pubblicizzare, si risolveva in un forte impatto emotivo al solo fine di favorire la memorizzazione del marchio e promuovere l’acquisto del prodotto. Da qui anche il logico e conseguente contrasto del messaggio con l’art. 1 del Codice, essendo idoneo a provocare discredito sulla comunicazione pubblicitaria nel suo complesso considerata.