Se questo vi par talento di Andrea Polo

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di Andrea Polo

Italiani popolo di santi, poeti e navigatori. Questi erano una volta i talentuosi del nostro Paese. Oggi Maria De Filippi, Gerry Scotti, Rudy Zerbi e gli altri componenti del cast di Italia’s got talent vorrebbero farci cambiare idea. Quando venne annunciato lo sbarco in Italia del programma che ha portato agli onori della cronaca (e della musica) l’ormai ex brutto anatroccolo Susan Boyle, immaginavo che questa moderna edizione della Mantoniana Corrida avrebbe forse portato in luce qualche altro italico talento fino ad oggi fermato da tabù morali o estetici. Troppo vecchio per partecipare ad Amici e troppo poco padrone del palco per finire a cantare ad X-Factor. Quando poi il programma è iniziato, però, la delusione è stata tanta. Ad emergere sembrano essere soltanto delle, sia pur simpatiche, signore avanti con l’età che diventano fenomeni da Youtube, fanno qualche serata in discoteca sentendosi delle piccole dive mentre, e questa è la parte più triste, non si accorgono dello sfottò che gli ronza intorno e nemmeno alle spalle, dato che non c’è il minimo pudore che caratterizzava queste cose un tempo. Angela la favolosa cubista è solo un caso? Ok, allora che dire dei goliardici Anonimi Calabresi il cui talento, o presunto tale, è quello di sculettare (nel senso letterale del termine) in prima serata sulle note di una canzone e col viso coperto da una maschera più adatta a una serata sadomaso? Vi prego, almeno quello, non chiamatelo talento. O perlomeno non talento da prima serata. Questi picchi di talento sono inframmezzati qua e la con i soliti bambini che ora suonano la batteria, ora ballano ora cantano. Tutto questo, ahinoi, già visto tante, troppe volte.
Mi pare onestamente che il progetto originale sia un pochino scappato di mano agli autori. E non mi si cerchi di giustificare la bontà del programma con gli ascolti da capogiro. Ogni programma ha, o dovrebbe avere, una sua anima e un suo titolo che i contenuti dovrebbero rispettare. E’ vero, il format di Got Talent è diverso e mira ad avere un ventaglio molto ampio di discipline o, appunto, talenti. Ma talenti. Sarò bigotto, retrogrado o legato a una televisione di altri tempi, ma le cose di cui ho scritto fino ad ora non mi sembrano tali. E hanno anche il grosso demerito di mettere in ombra momenti in cui il talento, quello vero, c’è. Bisogna anche dire, per onestà, che il cast dei “famosi” è indovinato. Simone Annicchiarico è bravo. Senza se e senza ma. Geppy Cucciari è una forza (anche se i tempi del programma le stanno un pochino stretti) e i giudici alla fine si divertono e questo aiuta. Non intendo buttare via il bambino con l’acqua sporca, ma spero che la prossima edizione di Italia’s got talent tenga più fede al suo titolo, con anche il coraggio che serve per perdere, eventualmente, qualche punto di share. Per ora l’unico nome sicuramente lanciato dal programma in maniera definitiva è quello di Rudy Zerbi. Già da tempo aveva scoperto che stare davanti alle telecamere gli piaceva parecchio e le sue ospitate nei vari Amici di Maria de Filippi o XFactor erano ormai più simili alla presenza di un componente del cast che a quella di un ospite. Ora ha annunciato l’addio alla Sony per dedicarsi a una carriera televisiva. Staremo a vedere, curiosi, per capire se ha talento.