Lea Cerezo ospite di ‘Ballando con le Stelle’ fa litigare ‘Il Giornale’ e ‘Libero’

Al centro della polemica, l’opportunità di invitare il trans nella tv di Stato che ha bocciato Miss Italia

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Nel giorno delle polemiche sulle parole spese da Guido Barilla a proposito dell’impossibilità di vedere uno spot della sua pasta con protagonisti dei gay, se ne infiamma un’altra dello stesso tono.

cerezo

Su ‘Il Giornale’ in edicola oggi, Laura Rio firma un pezzo il cui titolo è già tutto un programma: “La Rai si rinnova: fuori le miss, dentro le trans”, in cui si fa riferimento al fatto che mentre è stata annullata la programmazione di Miss Italia, ‘Ballando con le Stelle’, il programma di Milly Carlucci del sabato sera di Rai Uno, sta per annunciare l’ingaggio di Lea Cerezo, la figlia dell’ex campione brasiliano di Roma e Sampdoria Toninho, nata di sesso maschile.

Il giudizio (o, meglio: il pregiudizio) della giornalista del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti non è passato inosservato. E, curiosamente, è stata l’opinionista dell’altro giornale di casa Berlusconi, Libero, vale a dire Selvaggia Lucarelli, a bollarlo con queste parole di fuoco sulla sua pagina Facebook.

“Se volete un esempio di giornalismo becero e di sensibilità sotto le scarpe, ve ne mostro uno che dovrebbe fare scuola. In un pezzo così c’è tutto il peggio che si possa mettere in un articolo: il pretesto fesso per un attacco gratuito, un’argomentazione che starebbe in piedi solo se la giornalista fosse un genio nell’esercizio di stile e soprattutto, una gran bella argomentazione: la Rai non vuole le miss mute ma fa lavorare una trans…”

“Un trans fa più rumore di una ragazzina che sfila in costume da bagno con un numerino attaccato alla spallina del reggiseno?”, scrive Laura Rio. Per la Lucarelli, è una discriminazione bella e buona: “Mi auguro che la signora Rio non conosca la storia di Lea Cerezo perchè non sa quello che dice e quello che dice offende anche me che sono nata felice di abitare nel mio corpo di donna (…) Ha raccontato la sua storia con grazia e dignità, senza mettere su circhi e telenovelas da due soldi. E chiudo qui consigliando alla giornalista di darsi una lettura a queste parole che il papà di Lea, Toninho Cerezo, ha scritto alla figlia. Alla figlia, non a ‘un trans’: “Non possiamo essere bravi in tutto, e tu, Lea T. Cerezo sai fare molto più che semplici palleggi. Hai avuto il coraggio, con eleganza di tentare di rompere i paradigmi e di mostrare al mondo che dobbiamo accettare le differenze, essere tolleranti con la diversità. Capire e non giudicare ciò che non conosciamo. Il cammino può essere lungo ma sicuramente non sarà lo stesso senza di te. Bambino o bambina, Leandro o Lea, non importa più. Sarò sempre tuo padre e tu, orgogliosamente, una parte di me”.
Impara, Laura Rio. Che Cerezo scrive pure meglio di te, tra l’altro.