LEGA PRO BOXE: LA RAI ED IL PUGILATO

Incredulità e sdegno sono le prime reazioni che tutto il mondo del pugilato ha manifestato di fronte alla decisione della Rai di escludere alcuni sport olimpici come il pugilato, la lotta ed il judo dalla programmazione in prime-time sulle reti della Tv di stato.

La Lega Pro Boxe, rappresentando il mondo del pugilato professionistico nella sua totalità, non rimane in silenzio di fronte a quella che considerano una decisione basata su giudizi superficiali, che non dovrebbero appartenere alla Rai.

Considerare il pugilato come uno sport violento significa cadere vittime di un retaggio antiquato e di un pregiudizio che dovrebbe ormai essere superato.

Riteniamo superfluo difendere i valori del pugilato: i nostri atleti, le sfide che si susseguono sul ring, i nostri fans, i messaggi che cerchiamo di trasmettere ai giovani parlano da soli. Si parla molto di terzo tempo e di rispetto dell’avversario; quale sport incarna meglio questi principi del nostro? I pugili si fronteggiano a viso aperto, ad armi pari, senza trucchi, contando solo sul proprio coraggio e poi si abbracciano, accettano i verdetti dei giudici anche quando non li condividono, escono insieme dal palazzetto con serenità. Il “terzo tempo”, di cui tanto si parla negli ultimi anni, è nato sul ring, grazie all’insegnamento che i maestri della boxe cercano di trasferire ai giovani atleti del futuro.

La scelta editoriale di collocare il pugilato in seconda serata è peraltro assolutamente in linea con la programmazione abituale, non solo della Rai, ma di tutte le emittenti nazionali ed internazionali, che la Lega Pro Boxe ha sempre condiviso. Da sempre quello è stato l’orario destinato a questo sport e conseguentemente quello che gli appassionati si aspettano. Far risalire questa scelta, che quindi non rappresenta un reale cambiamento, al fatto che la boxe possa essere inadatta ad un pubblico sensibile, ci sembra ingiustificato ed offensivo.

Rai Sport ha sempre mostrato vicinanza e rispetto dell’attività svolta dalla Lega Pro Boxe ed attenzione per i match professionistici in calendario. Siamo certi che i giornalisti e lo staff, con cui abbiamo sempre collaborato proficuamente, siano stati i primi ad essere sorpresi dalla decisione della loro azienda.

Ci auguriamo che possa essere fatto un passo indietro, non solo formalmente, ma attraverso un esame attento di quanto avvenuto. Chiunque sia vicino al pugilato può comprendere il profondo contenuto valoriale ed educativo di questa disciplina: invitiamo quindi coloro che lo hanno così superficialmente giudicato ad assistere ad uno dei nostri match o ad un allenamento in palestra, a chiacchierare con i nostri maestri, ad ascoltare i nostri pugili. Siamo certi che questo sarebbe sufficiente a chiarire l’errore che è stato commesso.