“Le donne, sempre le donne”, la nuova campagna di sensibilizzazione sociale di TP

Le donne, sempre le donne” è una campagna di sensibilizzazione sociale contro la violenza domestica sulle donne, ideata da Martina Carantani, studentessa della Laba, Accademia di Belle Arti di Brescia, con la direzione creativa di Renato Sarli e fotografie di Mario La Fortezza. “Le donne, sempre le donne” è una campagna sociale che spiega – attraverso una definizione – con chiarezza disarmante, in cosa consista la violenza. Senza ricorrere ai classici codici linguistici della comunicazione pubblicitaria, la campagna non cerca immagini d’effetto, testi drammatici, ma trova la sua forza nella semplice definizione della violenza.

Secondo Martina Carantani “la casa dovrebbe essere un luogo sicuro per la donna, come la propria società e la propria cultura; in moltissimi casi purtroppo questo non accade e si trasforma in una gabbia di abitudini e pregiudizi culturali. Le maggiori violenze domestiche protette dalle influenze culturali sono la lapidazione, l’infibulazione e la violenza sessuale e psicologica. La violenza domestica contro le donne appare un aspetto fortemente sottostimato per vari e complessi motivi d’ordine psicologico e culturale. La famiglia assume ancora un aspetto portante della vita individuale delle persone, ma anche un’istituzione sociale. Inoltre, la vergogna, nonché la sudditanza, la prostrazione psicologica e la paura, che impregnano la vita di chi subisce la violenza, rendono particolarmente difficile l’emergere di questi fenomeni. Questi aspetti, ma non solo, fanno sì che sia chi la vive, sia chi ne viene a conoscenza, spesso neghi, giustifichi o minimizzi la gravità di quanto sta accadendo”.

In Italia una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata vittima nella sua vita dell’aggressività di un uomo, purtroppo la stragrande maggioranza di loro non denuncia (alcune ricerche effettuate dalle maggiori associazioni contro la violenza domestica rivelano che nel nostro Paese muore una donna ogni 2 giorni vittima di violenza domestica). Sei milioni 743 mila quelle che hanno subito violenza fisica e sessuale, secondo gli ultimi dati Istat.

Per quanto riguarda l’infibulazione sono almeno 40 i Paesi in cui è diffusa la pratica delle mutilazioni sessuali sulle bambine: ogni anno due milioni di piccole vittime vanno ad aggiungersi ai 130 milioni di donne che vivono col marchio di questa ferita. Secondo una stima del Ministero della Salute, nella città di Milano questa forma di violenza segna la vita di oltre 90mila donne, tra quelle già «marchiate» oppure a rischio.

Nel bilancio dell’infibulazione già subita o potenziale, non entrano soltanto le donne adulte (si contano 26mila over 40) e maggiorenni (più di 60mila tra i 19 e i 40 anni), ma anche 400 bambine e 3.500 ragazze dai 14 ai 18 anni. Milano è una delle città lombarde con la più alta concentrazione di donne infibulate.