Come rimanere in pole position: assumere capi con un’eseprienza acquisita sul campo

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Un nuovo studio condotto dalla Cass Business School e dall’Università di Sheffield ha mostrato che i team di Formula 1 guidati da boss che hanno iniziato la loro carriera come piloti o meccanici, vincono in media il doppio di gare che i loro rivali.
I ricercatori sostengono che la chiave del successo sia l’assunzione di cosidetti “expert leaders”, persone che hanno accumulato anni di esperienza sul terreno, e non manager con un’esperienza generalista. Il modello evidentemente non si applica solo alla Formula 1, ma anche a organizzazioni pubbliche e private.
La scoperta proviene dallo studio dei ricercatori della londinese Cass Business School e della University of Sheffield, che hanno analizzato tutte le gare di Formula 1 degli ultimi 60 anni, ovvero un totale di quasi 18.000 corse.
I ricercatori hanno scoperto che i dirigenti delle squadre di maggior successo hanno iniziato le loro carriere come piloti o meccanici, al contrario dei leader classici del settore della Formula 1, che sono principalmente manager professionisti o ingegneri con laurea.
“Ex piloti di altissimo livello, come Jean Todt, diventano sistematicamente boss di successo nella Formula 1, anche anche quando si tratta di gestire le risorse disponibili per ogni team,” spiega Amanda Goodall della Cass Business School, co-autore dello studio.
Gli autori sostengono che le organizzazioni guidate da “expert leaders” – Gli individui con una profonda conoscenza tecnica ed un’esperienza nel core business dell’azienda, con una forte capacità di leadership – hanno rendimenti migliori rispetto alle imprese in cui dirigenti generalisti sono al timone.
“E ‘importante che l’amministratore delegato di McKinsey sia stato un ottimo consulente? Il Boss di BMW dovrebbe essere un ingegnere? I medici sono migliori che i manager nella gestione degli ospedali? La risposta è ‘sì’ “, spiega la Dottoressa Goodall. “Negli ultimi tre decenni, la nozione di ‘managerialismo’ è diventata pervasiva. Molte importanti aziende leader del loro settore hanno smesso di assumere manager di formazione, privilegiando amministratori delegati con competenze tecniche.”
“L’oscillazione del pendolo è troppo ampia. I leader dovrebbero essere prima di tutto esperti nelle organizzazioni del loro core business, siano essi banchieri, amministratori ospedalieri, conservatori o innovatori tecnologici. Essere un direttore generale competente da solo, non è sufficiente. ”
Gli autori sostengono che gli ex piloti- e tutti gli “expert leaders” in generale sono manager migliori grazie alle loro conoscenze tecniche profonde e radicate, che li aiutano a formulare tattiche più efficaci e strategie più intuitive.
Gli studiosi suggeriscono inoltre che la credibilità degli “expert leaders” è più forte all’interno del loro team in quanto essi stessi hanno lavorato sul campo e conoscono molto bene il settore. La loro reputazione e il loro background possono inoltre aiutare a attirare altri talenti nell’azienda.”Questo spiega perché i nuovi arrivati , come Red Bull, guidata dall’ ex pilota Christian Horner, e Sauber, gestita dall’ex meccanico Peter Sauber, stanno avendo così buoni risultati in Formula 1. Queste squadre non avranno i 50 anni di storia della Ferrari, ma sono guidati da esperti con una profonda intuizione “, conclude la Dottoressa Goodall.
Amanda Goodall ha condotto un precedente studio su 300 ospedali negli Stati Uniti rilevando che gli ospedali gestiti da medici efficienti hanno performance nettamente superiori rispetto a quelli gestiti da manager professionisti.