RAI3: “HOTEL PATRIA”

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Mario Calabresi racconta otto storie di passione, coraggio, amore e talento. Una fotografia dei valori e dei sentimenti degli italiani. Quattro puntate, da questa sera 6 giugno, in prima serata su Rai3.Ci sono i bambini di una delle scuole elementari italiane con la più alta densità di allievi stranieri. E c’e’ il macellaio “imprenditore” diventato, per amore del fratello morto, uno dei maggiori costruttori di barche a vela. Storie dell’Italia di oggi. Storie di persone che nonostante tutto continuano ad andare – come cantava De Andrè – in direzione ostinata e contraria. Racconti e pezzi di vita che “abitano” il nuovo “Hotel Patria”, il nuovo programma di Rai3 con Mario Calabresi, direttore del quotidiano La Stampa, in onda il lunedì in prima serata, dal 6 giugno.Quattro puntate – realizzate nello studio Tv3 del Centro di Produzione Tv Rai di Milano con la regia di Egidio Romio – ciascuna con la propria parola chiave: Passione, Coraggio, Amore, Talento. Ogni volta, due storie per cercare di realizzare una “foto di gruppo” degli italiani di oggi: ritratti di persone, racconti di scelte fatte da chi ama l’Italia anche quando le cose non vanno come vorrebbe e che, con la voglia di non arrendersi e con la capacità di guardare avanti, fa sperare in un Paese migliore. “Noi non vogliamo raccontare il bene – dice Calabresi – ma parlare di quelli che oggi sono vissuti come i problemi più grossi del Paese, che non si possono nascondere o negare. Non per raccontarli senza speranza o attraverso esempi eccezionali, ma attraverso persone normali che ci mostrano come con tenacia quotidiana si può provare a farcela tutti i giorni”.In tutto otto storie che – ricostruite con il linguaggio cinematografico – toccano temi e situazioni di attualità, letti attraverso la lente dei sentimenti e dei valori dei loro protagonisti. E ci si imbatte, cosi, come accade nella prima puntata, in luoghi e situazioni consueti ma resi “unici” dalle persone che le vivono. Accade con i bambini della scuola elementare di via Paravia a Milano (la più multietnica d’Italia e la stessa che aveva frequentato Mario Calabresi) e che testimoniano – pur tra difficoltà e incertezze per il futuro – cosa sia davvero l’integrazione. E accade con il macellaio di Musso, nel comasco, l’uomo che ha creato il cantiere più famoso al mondo per le barche a vela di classe Start, le Formula 1 della vela. Una scelta fatta per amore del fratello che – nel garage di casa – aveva cominciato a costruirsi un’imbarcazione. Dopo la sua morte, ha deciso di continuare quell’attività, ma continuando a fare il macellaio.A Mario Calabresi il compito non di condurre, ma di “raccontare”, anche con l’aiuto di ospiti come Aldo Giovanni e Giacomo e Dino Meneghin nella puntata di apertura. “Proprio perché Hotel Patria non richiede un conduttore, ma un narratore – dice Fernando Masullo, vicedirettore di Rai3 e ideatore del programma – abbiamo pensato a Mario Calabresi per la sua storia professionale, fatta di giornalismo e di passione per il racconto. E poi c’è la sua storia personale che rappresenta al meglio lo spirito di Hotel Patria dimostrando che anche chi ha vissuto tragedie può trovare la forza di guardare avanti e continuare a credere in un’umanità migliore”.Così, raccontando persone e fatti, Hotel Patria si propone di stimolare, emozionare e far riflettere, senza pregiudizi, su chi siano oggi gli italiani, ospitando anche uno spazio per i pensieri dei bambini, raccolti in diverse scuole d’Italia, e le testimonianze di chi ha scelto di vivere in modi o luoghi non convenzionali.
LA DIREZIONE PRODUZIONE TV RAI PER “HOTEL PATRIA”
Un grande lampadario al centro, come nella hall di un albergo d’altri tempi. Un pian terreno “avvolto” e da un grande schermo cinematografico circolare sul quale scorrono immagini delle storie raccontate e dei loro protagonisti. E un primo piano per il pubblico (un centinaio di persone) sorretto da travi verticali e sul quale si aprono le stanze dell’“Hotel Patria”. Tutto realizzato con strutture di legno, a vista. E’ la scenografia del nuovo programma di Rai3 con Mario Calabresi disegnata da Dario Cavaletti all’interno del Tv3, uno degli studi “storici” del Centro di Produzione Tv Rai di Milano, in corso Sempione. “Ho cercato – dice Cavaletti – di recuperare la tradizione teatrale della scenografia utilizzando un materiale ‘caldo’ come il legno che si intona con il tipo di programma e con le storie che racconta. E poi e’ una scenografia che può dare suggestioni diverse anche in base alle immagini che scorrono sul grande schermo: se proietto ad esempio immagini di mare o di acqua, ecco che la struttura portante può far pensare a un pontile e diventare essa stessa elemento di racconto”.Per le immagini del grande schermo verranno utilizzati sette videoproiettori, mentre particolare cura e’ stata riservata alla ripresa televisiva, con otto telecamere, una della quali – una microcamera – posta sul lampadario e altre due “mobili” su un binario lungo una quindicina di metri.
MARIO CALABRESI: HOTEL PATRIA? UNA “CASA” PER PENSARE IL FUTURO

Hotel Patria è la casa dell’Italia che si vede meno, che fa meno notizia. Ma non teme che possa succedere lo stesso anche in tv? Che il “bene” rischi di non interessare chi guarda?“Noi non vogliamo raccontare il bene, ma parlare di quelli che oggi sono vissuti come i problemi più grossi del Paese, che non si possono nascondere o negare. Non per raccontarli senza speranza o attraverso esempi eccezionali, ma attraverso persone normali che ci mostrano come con tenacia quotidiana si può provare a farcela tutti i giorni. Insomma, i problemi restano, ma c’è gente che non si arrende”.
Passione, Coraggio, Amore e Talento sono le parole chiave della trasmissione. Non vi sembrano termini un po’ “inflazionati” o che hanno perso molto del loro significato? “Facendo la cosa più semplice: anziché parlarne, mostrare questi concetti facendo parlare storie e persone. E’ il modo di restituire a queste parole il loro significato reale. Perché vissuto davvero.
Come e perché avete scelto le storie e le realtà che proporrete? E perché questo titolo?“Il titolo è una scelta di Fernando Masullo: a me piace che ci sia il termine ‘patria’ che per tanto tempo è stata una parola snobbata. Ma alla fine vale la pena di riscoprirla anche come luogo dei ‘padri’, anche come parola che significa appartenenza. Quanto alle storie, è stato un lavoro di mesi e abbiamo scelto quelle che ci convincevano di più per la loro forza simbolica”.
Tra le curiosità del programma c’è senza dubbio la “voce” dei bambini. Cosa ci dicono? “Abbiamo incontrato dei bambini di prima media, di undici anni, e abbiamo semplicemente registrato le loro risposte alla domanda su come vedono il loro futuro e quello dell’Italia. Sono bambini che nel 2050 avranno cinquant’anni: noi adulti fatichiamo a immaginare il futuro, lo vediamo indistinto, precario. Lo pensiamo a tre o a sei mesi. Invece per i bambini di prima media è diverso, il loro tentativo è quello di darsi una prospettiva. Perché il futuro c’è, è dei nostri figli. Anche quello lontano”.

Per lei Hotel Patria è un debutto alla conduzione Tv. Cosa la attrae e cosa la spaventa della tv, rispetto alla direzione di un giornale?“Mi ‘spaventa’ la diretta, il fatto che sono alla mia prima volta. Ma mi affascina questa contaminazione tra la parola scritta e l’immagine e il confrontarmi con un nuovo modo di fare quello che cerco di fare sempre: semplicemente raccontare”. Cosa c’è della sua storia umana e professionale dentro Hotel Patria? E Mario Calabresi come vorrebbe la Patria?“C’è molto di me, nel senso che le storie raccontate sono storie che mi stanno a cuore. E partiamo proprio dal racconto della mia vecchia scuola elementare perché è una delle scuole italiane con il più alto numero di bambini stranieri. Ma al di là di quello che può essere il dato autobiografico a me piace essere ‘dentro’ le storie. La Patria? Vorrei un paese capace di guardare più lontano e di pensare al futuro, in cui non c’è un perenne scontro, in cui c’è la capacità di progettare. E in cui si dà meno retta a chi grida di più”.