Francesco Pira:”Attraverso il web non passa solo l’autoaffermazione di sé, ma la condivisione di sé”

Secondo il sociologo e giornalista, docente di comunicazione all’Università di Messina: “Sui social network i contenuti della comunicazione si polarizzano. Ma ci si può unire per scagliarsi contro un nemico”

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“La nostra capacità di essere nodi nella rete, deve fare in modo che il fenomeno dell’autocomunicazione di massa diventi lo strumento attraverso il quale non passa solo l’autoaffermazione di sé ma la condivisione di sé, che genera capacità di ascolto, di confronto alla ricerca di un punto d’incontro, nel quale ognuno lasci qualcosa per acquisire qualcosa per il raggiungimento di una nuova dimensione”.

Lo ha detto il sociologo e giornalista, Francesco Pira, docente di comunicazione dell’Università di Messina, intervenendo sabato 21 settembre alla sesta ed ultima giornata di lavori della Scuola di Alta Formazione Politica della Libera Università della Politica, fondata da Padre Ennio Pintacuda, presso il Consorzio Universitario di Caltanissetta.
Oltre a Pira alla giornata di docenza, coordinata da Emilio Giammusso, professore di psicologia del lavoro all’Università di Palermo, hanno svolto le loro relazioni Salvatore Sarpietro, ingegnere, Gianfranco Amenta, Docente di Istituzioni di Diritto Privato dell’Università di Palermo, Nino Salerno, Vice Presidente di Condinfustria Sicilia, Giada Lupo, Imprenditrice e Angelo Marra, Componente del Consiglio Centrale dei Giovani di Confindustria. I lavori sono stati conclusi dall’intervento di Pietro Luigi Matta, Presidente della LUP.

Secondo Francesco Pira: “continuiamo ad essere sospesi tra la sindrome del mondo cattivo di Gerbner – secondo la quale – chi cresce in una casa dove si vedono più di tre ore di televisione al giorno, di fatto vive in un mondo più cattivo di quello del suo vicino che guarda meno la televisione, e la sindrome del mondo amico di Eckles nella quale alcuni dei problemi più importanti non arrivano mai fino a noi”.

Pira ha parlato anche dei social network rispondendo anche , durante il question time, alle tante domande dei laureati che hanno partecipato al Corso. “Sui social network i contenuti della comunicazione si polarizzano, tra reti che si creano tra gruppi impegnati nella ricerca del cambiamento e coloro i quali trovano l’ambiente dove riversare il proprio bisogno di unirsi, spesso per una protesta demagogica. Proprio come sostiene il grande sociologo Bauman, ci si unisce per scagliarsi contro un nemico”.