“Congiuntura & Pubblicità” i dati di luglio 2013

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adv• Prosegue il lento e graduale cammino dall’arida valle della recessione verso la piana della ripresa;cammino sempre più affollato di segnali positivi pur con valori contenuti e non privo di qualche accidentale battuta d’arresto.
• Fra detti segnali vi è il clima di fiducia delle imprese -industriali, commerciali e dei servizi- che volge al positivo così come il clima di fiducia dei consumatori. Fa eccezione il clima di fiducia delle imprese di costruzione che invece registra una lieve contrazione.
• Segnali positivi provengono anche dall’andamento del PIL, nonostante il fondato timore che il previsto -1,4% per il 2013 e il previsto +0,7% per il 2014, debbano subire qualche limatura. Si tratta comunque di una positiva evoluzione in atto che troverebbe il suo alimento principale nel commercio con l’estero, specie con i paesi extra-UE.
• Nel suo complesso, la produzione industriale, dopo essersi lasciata alle spalle un 2012 caratterizzato da una serie di pesanti contrazioni, nel corrente anno ha migliorato sensibilmente le proprie posizioni (soprattutto nel primo bimestre) tuttavia segnando il passo a luglio, ma confermando il -4,0% di giugno nel quadro di una tendenza in modesta progressione.
• Va segnalato come la pausa di luglio nella produzione industriale vista nel suo complesso tenda a rimandare di un trimestre il punto di svolta -cioè il passaggio dalle variazioni negative a quelle positive- precedentemente previsto intorno al terzo trimestre del corrente anno.
• Un segnale un poco più confortante proviene dal totale del fatturato dell’industria che, sebbene si trovi a tutto luglio ancora in area negativa (-4,9%) palesa una chiara tendenza rampante. Il segno negativo è dovuto esclusivamente al fatturato sul mercato nazionale (-7,5%) ma anch’esso in tendenza ascendente, mentre il fatturato sul mercato estero si è già incamminato dall’inizio d’anno nell’area positiva conseguendo un +0,9%.
• Discorso analogo va ripetuto per gli ordinativi dell’industria, poiché anch’essi sono in risalita nonostante il segno negativo che avvolge sia il totale degli ordinativi (-4,6%) sia quello del mercato nazionale (con -8,6%). Inoltre si rileva come gli ordinativi dal mercato estero appaiano già ben ancorati in territorio positivo (+1,7%)
• Pur continuando a dibattersi nel profondo del territorio negativo, il settore delle costruzioni palesa taluni sussulti, sia pur modesti che sembrano aprire nuovi orizzonti. Infatti, pur avendo maturato nei primi sette mesi di quest’anno una contrazione del -11,8%, il mese di luglio ha fatto registrare una minore flessione pari al -10,8%, nel quadro di una scalata recentemente avviata.
• L’attività del commercio con l’estero può essere rappresentata nel crescente saldo che nei primi sette mesi dell’anno è giunto a superare i 18 miliardi di euro.
• Il che costituisce il risultato del +0,2% delle esportazioni e del -6,0% delle importazioni; risultato dovuto prevalentemente ai paesi extra-UE con un +3,2% dell’export e con un -10,0% dell’import, contro il -2,3% dell’export e il -2,4% dell’import dei Paesi UE. Trova così conferma del beneficio proveniente in netta prevalenza dai Paesi extra-Ue.
• I prezzi alla produzione dei prodotti industriali risentono ancora della debolezza del mercato nazionale e dei mercati internazionali; tuttavia col passare del tempo sembrano dover soffrire in misura minore grazie alle pur claudicanti prospettive. Infatti, nei primi sette mesi dell’anno detti prezzi hanno fatto registrare una flessione del -0,5% (contro il -0,9% del primo semestre), quale risultante fra il -0,9% dell’Area euro e il -0,1% dell’Area non euro.
• Nel mese di luglio 2013, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività -al lordo dei tabacchi – è rimasto stabile sul + 1,2% già registrato a giugno.
• Questo tasso d’inflazione costituisce la risultante fra i rallentamenti delle dinamiche tendenziali dei prezzi di tutte le tipologie di servizi e l’accelerazione della crescita dei prezzi di gran parte delle tipologie di beni e in particolare degli energetici non regolamentati.
• L’andamento dell’attività industriale non ha tuttora consentito di migliorare la situazione occupazionale, tuttavia si deve prendere atto come essa non sia peggiorata in luglio avendo confermato il tasso del 12,0% dello scorso giugno. Il tasso di disoccupazione dei 15- 24enni purtroppo è sempre molto elevato: infatti è pari al 39,5%, in aumento di +0,4 punti percentuali
rispetto a giugno e in aumento di +4,6 punti percentuali rispetto al giugno 2012.
• Ma è dal settore degli investimenti pubblicitari che provengono i segnali più marcati del cammino verso l’agognata ripresa. Infatti, va segnalato anzitutto come le vistose e pesanti contrazioni a due cifre rilevate negli ultimi dodici mesi, nel mese di luglio si siano assottigliate notevolmente passando dal -16,7% di giugno al sorprendente -4,6% • Inoltre va riferito che, alla luce dei nuovi dati, le variazioni tendenziali mensili appaiono lanciate verso il territorio positivo nel quale si stima possano ben inoltrarsi nei prossimi mesi. Ne consegue pertanto che le variazioni di periodo andranno sempre più migliorando sino a raggiungere a fine d’anno un previsto -6,0% lontanissimo quindi dalle abissali contrazioni dell’ultimo anno e delle
correlate stime previsive.
• Si fa doverosamente osservare come detta stima previsiva del -6,0% concernente gli investimenti pubblicitari, sia pacificamente congrua con l’analoga stima previsiva del -2,9% della produzione industriale dei beni di consumo, stante la stretta correlazione fra gli andamenti dei due fattori. .
• A questo punto è bene avvertire come l’ingresso in territorio positivo sia atteso non prima dell’anno prossimo per quanto concerne sia il totale degli investimenti pubblicitari sia la generalità dei media.
• Inoltre è doveroso ricordare come il ritorno alla situazione ante-recessione non sarà breve, poiché bisogna recuperare complessivamente circa un terzo (33,9%) del totale investimenti del 2008, e oltre la metà dei Quotidiani, dei Periodici, del Cinema e delle Affissioni. Ciò senza trascurare ciò che deve recuperare la TV (30,9%) e la Radio (27,5%). Sin d’ora godono invece ottima salute TVSat (con +27,3%) e Internet (con +62,2%). La ragione per cui gli investimenti pubblicitari sono passati dalle ripetute contrazioni abissali a contrazioni più modeste si deve ritrovare, probabilmente, dal passaggio dal diffuso e profondo timore procurato dalle pessime prospettive congiunturali ad una risorta speranza di prospettive più
confortanti.