Grazie Garanzini….dodici anni di sport alla radio con classe insostituibile

di Claudio Astorri

E’ un momento per me triste e credo per la Radio. Un validissimo professionista termina un percorso molto importante. E’ Gigi Garanzini, conduttore di “A tempo di Sport” tra le 14 e le 15 su RADIO 24. Ha salutato ieri in diretta dopo 12 anni (ripeto, dodici anni) i suoi ascoltatori. L’ha fatto con l’eleganza, con l’equilibrio, con la serenità, con i valori di sempre. Sarà sostituito da Carlo Genta, fino ad oggi suo collega della edizione del sabato e della domenica. Non ho notizie certe sulla motivazione del cambiamento che è ovviamente ascrivibile alla piena libertà editoriale della proprietà e della direzione. Mi auguro che si tratti di scelte strategiche, di visioni ampie, di politiche di qualità, della ossessione di voler servire il pubblico sempre al meglio. Tutto il contrario di quanto afferma “Radio Serva” che attesterebbe una semplice e italiota raccomandazione dai vertici del gruppo a motivo del rischioso ribaltone sportivo. Come dire, anche in Confindustria la politica conta e soprattutto Genta. Non voglio e non posso proprio crederlo.
Comunque sia, l’unica raccomandazione di Gigi Garanzini era ed è quella dei suoi ascoltatori, appassionati sì di sport ma mai faziosi, mai violenti, alla ricerca del ponte tra sport e civiltà, tra sport e bellezza, tra sport e cultura, tra sport ed emozione, tra sport e vita. Il tutto nella immersione piena dell’attualità nel mondo dello sport, senza dimenticare i riferimenti dalla storia. Non è mai mancata anche una dose di adrenalina ma senza effetti collaterali beceri, quelli della ignoranza, la normalità troppo frequente su tutti gli altri media. Una linea editoriale sportiva perfetta per RADIO 24.
La perplessità è in primis verso il comportamento di RADIO 24 ma non solo e non tanto per la decisione di chiudere 12 anni di avviamento di “A Tempo di Sport”. Certo, appare incomprensibile aver perpetrato ciò, e “Radio Serva” ne sorride rafforzando in ciò la sua tesi complottista, proprio pochi giorni prima della diffusione dei dati sui quarti d’ora d’ascolto. Dopo 3 anni di “silenzio radio” sulle indagini di rilevamento si prende una decisione del genere senza attendere i dati quantitativamente massicci di RADIO MONITOR 2012?!? A pochissimi giorni?!? Come minimo è curioso, indiscutibile la sorpresa.
Tuttavia la tristezza, questa è la parola giusta, verso RADIO 24 è soprattutto per non aver saputo portare all’incasso di pubblico e di fatturato la grande competenza e l’indubbio appeal di Gigi Garanzini. La politica dello spezzatino dei mille programmi e programmetti, una vera sciagura tra le 10 e le 17, ha compresso “A Tempo di Sport” ad una durata, quella di meno di una sola ora, che è la negazione di qualsiasi opportunità di “volo”. E’ come mettere un aeroplano ogni giorno sulla pista di decollo, farlo rullare, dargli potenza ma non sufficiente per poi farlo tornare nell’hangar senza aver spiccato il volo. Peraltro la inettitudine alla radio di qualche dirigente e consulente ha anche cosparso la pista di decollo di barriere, come la info-mobilità, la borsa e altro ancora, che hanno costretto il velivolo pure a pericolose escursioni acrobatiche ogni giorno. Molto più di un percorso accidentato. Sì, direi che Gigi Garanzini è un ottimo giornalista, un grande conduttore ma anche un eroe dell’acrobazia pur non avendo mai spiccato il volo almeno in radio. E’ quindi “logico” ma non per questo accettabile che Gigi Garanzini sia stato ancorato contro le sue aspirazioni e il suo potenziale ad una share media negli anni che rispecchia nei risultati la mediocrità imbarazzante della fascia dalle 10 alle 17 di RADIO 24.
Riconosco che le perplessità sulla gestione di RADIO 24, che pure ha un ruolo grave nella vicenda specifica, vanno rimandate e probabilmente strutturate davvero al meglio nei prossimi giorni, proprio quando i tanto attesi dati sui quarti d’ora di RADIO MONITOR 2012 saranno disponibili. E vedremo quindi quale sarà stato l’operato complessivo di RADIO 24, purtroppo ad oggi ancora l’unica radio News/Talk nazionale italiana.
Nel frattempo la tristezza di secondo livello, profonda, dopo quella indirizzata a RADIO 24 riguarda la il MEZZO RADIO in generale. Ovviamente mi auguro che Gigi Garanzini possa tornare in onda su un’altra emittente FM nazionale davvero al più presto. Al momento non se ne hanno notizie. E mentre Gigi Garanzini potrà benissimo sopravvivere senza il mezzo di Marconi, ebbene, è il contrario che risulta invece a me non proprio sostenibile. E proverei a spiegare il perchè. Ci sono conduttori, ci sono personalità che irradiano energia con la radio; trasmettono informazioni, vestono dei contenuti, raccontano delle storie e nel farlo sono anche un esempio, un punto luminoso, una lampadina per i valori delle persone, un riferimento amicale positivo, uno stimolo alla fantasia della gente. Gigi Garanzini è anche questo, il tributo alla forza del mezzo, il suo uso al meglio. Possiamo rinunciare facilmente al fuoco sacro, ai valori? Possiamo rinunciare a chi sa attivare questi processi e lo fa con naturalezza, cultura ed eleganza? No. La radio non se lo può permettere.
E’ poi curioso, forse più che curioso, che la conclusione del rapporto tra RADIO 24 e Gigi Garanzini si concretizzi con sincronizzazione assoluta proprio nel momento in cui nello sport quei valori di alto fair-play, di passione pura, di rispetto degli avversari, di attaccamento alla maglia, di pulizia comportamentale trovano non solo parole ma anche risultati nella esperienza degli azzurri del calcio agli Europei grazie a Cesare Prandelli. Come dire, finalmente la “minoranza” silenziosa ma prolifica degli sportivi veri, non dei ciarlatani, diventa “maggioranza” e noi stacchiamo la spina al profeta di questa cultura. Un colpo di genio.
E’ poi dell’eleganza, anche di come ha gestito con gli ascoltatori la sua dipartita, che voglio rendere merito a Gigi Garanzini. L’eleganza. Quella che un fatto così negativo come la conclusione della sua collaborazione mi ha fatto perdere per questo articolo.

tratto da www.astorri.it