Bene la vendita diretta a domicilio: nel primo trimestre dell’anno + 3,3%

«La Germania è tornata alla crescita pre-crisi, l’Italia ha fatto dieci anni di passi all’indietro». Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha lanciato il grido d’allarme: prima all’assise degli industriali di Varese poi durante quella dei colleghi bresciani. Parole chiare e forti: «Mancano le riforme, manca una nuova legislazione tributaria, manca uno slancio della politica senza il quale non si risolvono i troppi problemi dell’economia italiana». Un periodo nero, che non pare vedere la luce in fondo al tunnel quello dell’economia italiana. A portare un po’ di sereno è la vendita diretta a domicilio che, nel primo trimestre del 2011, ha fatto segnare un +3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, assestandosi oltre i 202 milioni di euro. I dati sono dell’associazione di categoria Univendita (Unione italiana vendita diretta) che raggruppa le più importanti aziende che operano in regime di vendita a domicilio. «Le parole della Marcegaglia sono molto chiare -commenta Luca Pozzoli, presidente di Univendita-. D’altro canto, il nostro comparto è l’unico che da sette anni, ancora prima dell’arrivo della crisi del 2008, continua a far registrare segnali di crescita sia sotto il profilo del fatturato sia per quanto riguarda il numero degli addetti alla vendita».
Nel dettaglio, il comparto più dinamico è stato quello della “cosmesi e accessori moda” che ha segnato un incremento del 6,3%, seguito dai beni durevoli casa (+3,9%) che, con il 77% di quota di mercato, rimane il comparto più importante della vendita diretta a domicilio. Da segnalare che tra gli altri beni e servizi spicca il settore “viaggi e turismo” con un incremento del 36,3%, nonostante i problemi registrati dal settore nelle destinazioni del Nord Africa, tradizionale meta per molti italiani. In calo il comparto beni di consumo casa (-15,9%).
Sul fronte occupazionale, cresce il numero degli incaricati alla vendita che, nel primo trimestre 2011, raggiungono quota 55.336, con un incremento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2010. Da sottolineare la cospicua componente femminile, pari all’81,8% del totale degli incaricati delle aziende associate Univendita. «Per molti la crisi sta davvero lasciando il passo a una nuova crescita -conclude Pozzoli-, ma in Italia questi segnali paiono non arrivare. Per quanto riguarda il nostro comparto, possiamo solamente essere orgogliosi di poter dare risposte sempre più concrete e veritiere a chi è alla ricerca di un posto di lavoro o ha necessità di essere reintrodotto nel mercato occupazionale. I numeri di questi anni lo dimostrano: siamo una risorsa per il Paese». La vendita a domicilio è in netta controtendenza rispetto al commercio tradizionale. Secondo i dati Istat, nel primo trimestre del 2011 il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha registrato una diminuzione dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2010. Le vendite della grande distribuzione sono diminuite dell’1%, mentre quelle dei piccoli esercizi commerciali sono in calo dello 0,9%. Il calo delle vendite al dettaglio dimostra che l’onda lunga della crisi continua a tenere compressi i consumi; nonostante questo la vendita diretta, grazie alle sue peculiarità, riesce a incrementare le vendite.