La radio dell’epicentro: Il terremoto vissuto da Radio Pico

di Claudio Astorri

Ho potuto conversare oggi al telefono con l’editore radiofonico della stazione più colpita dal terremoto, RADIO PICO di Mirandola (MO), emittente di dimensioni peraltro ragguardevoli. Siamo proprio nelle aree più prossime se non coincidenti con gli epicentri delle grandi e delle piccole scosse che si alternano nell’area emiliana dallo scorso 20 maggio. Alberto Nicolini, titolare della radio ma anche professionista della consulenza d’impresa, mi racconta cosa è successo, cosa accade ora e le sue preoccupazioni sull’immediato futuro.
La prima immagine è kafkiana. Nella notte del 20 maggio la radio che si trova al 7° piano di una torre direzionale alla periferia di Mirandola diventa inaccessibile per i gravi danni all’immobile. Non si può fare nulla in e per la sede nella confusione e nelle difficioltà più che oggettive, nemmeno fermare l’emissione. E così RADIO PICO dopo la prima grande scossa suona in automazione per almeno 48 ore. Va in onda la musica, la pubblicità, non vi sono conduttori al micorofono ma sono diffusi regolarmente i servizi sulla viabilità autostradale della A22 ricevuti e aggiornati in esclusiva via WEB. La prima fotografia di RADIO PICO è dunque una instantanea di impotenza forzosa; il terremoto ha interrotto la relazione tra le risorse umane interne e la radio che è di fatto bloccata e ciò mentre esplode con forza inaudita l’emergenza nell’area. Come dire, dissonanza totale, rabbia unita a impossibilità di cambiare subito la situazione. Finalmente dopo 2 giorni un accesso in sede con l’installazione di cavi che scendono dallo stabile fino a un camper posizionato lì vicino permettono ad uno studio esterno di riprendere il possesso della diretta, la cloche è finalmente tornata nelle mani delle persone. E comincia il servizio pubblico senza sosta.
La storia attorno a RADIO PICO non è solo una questione di paura ma è la vicenda di un terremoto violentissimo e che uccide. Le perdite sono anche entro il perimetro dei 20 colaboratori dell’emittente. Sono colpiti direttamente il conduttore Peter Borghi che perde il fratello, uno dei tristemente noti operai coinvolti nel crollo dei capannoni. A Peter vanno anche le mie condoglianze più sentite. E’ colpito direttamente anche lo stesso editore che perde un carissimo anico imprenditore che pure finisce la sua vita sotto un capannone demolito dalle onde sismiche. E questi 2 lutti vicino a RADIO PICO simboleggiano anche l’azione di un terremoto che unisce tutti nella morte, imprenditori e operai abituati nel distretto bio-medicale attorno a Mirandola a lavorare fianco a fianco.
Le emergenze cui fa fronte la popolazione con la Protezione Civile sono almeno un paio; quella abitativa e quella social-psicologica. La quantità di case inagibili è elevatissima ma tantissime sono anche le persone che non se la sentono di dormire nelle loro case per la paura di un terremoto che non finisce mai e che pertanto dormono nelle tendopoli “ufficiali” oppure in quelle spontanee che sono state create ovunque vi sia un giardino lontano da mura e da fabbricati. In questo scenario la Protezione Civile fa un grandissimo lavoro di distribuzione pasti che è probabilmente la singola attività più utile al momento.
Sul fronte sociale e psicologico la necessità è quella di tornare al lavoro e alla produzione al più presto. Il distretto bio-medicale numero uno d’Europa rischia la delocalizzazione per sempre. Oltre 5.000 addetti e quasi un punto percentuale del PIL nazionale. La priorità sociale è dunque non perdere le eccellenze. Anche l’editore di RADIO PICO ha fatto la sua parte per la ripartenza dell’azienda. Oggi ha commissionato l’acquisto di un prefabbricato che verrà installato in una nuova area e che permettrà entro 2 settimane la ricomposizione in un unica sede e in tutta sicurezza di tutte le funzioni aziendali oltre a quella della radiodiffusione.
Giungono delle belle note dalla collaborazione con altre emittenti. Sul fronte nazionale si sono distinte per vicinanza e per interesse sia RADIO DEEJAY che R 101. Cose che fanno molto piacere.
Molti si sono offerti di offrire concretamente contributi e apparecchiature a RADIO PICO. L’editore ringrazia ma al momento non si è ancora di comprendere cosa può servire e cosa no. Sicuramente al momento opportuno si faranno le opportune richieste di aiuto. Il timore più grande? Quello di essere dimenticati.
Si è occupato di RADIO PICO anche il TG3. Ecco il servizio:
http://www.facebook.com/video/video.php?v=4043382004792

tratto da www.astorri.it