Il terremoto e la radio: l’esperienza “diretta” con Radio Bruno

di Claudio Astorri

Non giriamoci intorno. Gianni Prandi, editore di Radio Bruno con sede a Carpi (MO), come tutti i cittadini colpiti direttamente dal sisma, è molto preoccupato. Come imprenditore è allarmato. E’ purtroppo una “paura doppia”. E’ preoccupato per un terremoto che si fa sentire tutti i giorni, per lo stato lunare in cui versa tutto il territorio da Carpi fino al Po, è allarmato per le conseguenze sull’azienda del decremento nella raccolta pubblicitaria già compromessa dalla crisi stringente, per le condizioni precarie di lavoro e di operatività dei suoi collaboratori in questo frangente. In mezzo alla emergenza gravissima per la popolazione, per sé e per la sua azienda, Gianni Prandi vede tuttavia una luce splendida, un conforto incredibile: la reazione delle persone, la disponibilità delle persone.

Partiamo dalla radio. Attualmente c’è un doppio studio a Carpi. Chi tra i conduttori teme l’arrivo del sisma può trasmettere dallo studio esterno allestito in una sorta di container e chi ha invece meno paura, la maggioranza, opera direttamente dagli studi della radio agibili al piano terreno della sede. Gli uffici operartivi sono stati spostati in una strattura a fianco che è molto ampia e localizzata al pian terreno, valida anche per evacuazioni repentine. Le due addette alla fatturazione di RADIO BRUNO non sono in azienda, hanno una emergenza con le rispettve famiglie per i danni subiti alle loro abitazioni che le costringono a vivere in tendopoli.

La radio in diretta, dalla prima scossa di terremoto in poi, è stata straordinaria grazie alle persone, sia all’ascolto che in radio. RADIO BRUNO ha fatto da “ponte” delle storie del terremoto. Formato “una telefonata col pubblico via l’altra”. In pratica è stato un flusso ininterrotto di richieste e di offerte. Conosco bene la realtà “sociale” di RADIO BRUNO; è impressionante, ma per me non difficile da credere, quante aziende e quante persone abbiano affidato con fiducia risorse utili a contrastare i danni del terremoto poprio direttamente alla loro radio di riferimento. E’ stata una comunicazione “comunitaria” davvero straordinaria che ora è scesa lievemente di intensità. Auguriamoci che le scosse si fermino per poter tornare alla “normalità”.

Un lato positivo dentro questa tragedia è anche il comportamento delle altre emittenti nel resto d’Italia. Gianni Prandi le ha sensibilizzate per l’invio di spot finalizzati alla raccolta di fondi per le popolazioni colpite grazie a SMS solidali. L’adesione è stata vastissima, dal Nord al Sud, da Ovest a Est.

Gianni Prandi mi ha raccontato poi il terremoto sulla sua pelle. Come questa sia stata la prima notte in cui ha deciso di dormire nuovamente a casa, di come abbia preferito trasferire i figli al mare, di come il centro di Carpi sia totalmente chiuso al traffico senza alcun esercizio aperto, nemmeno la Posta, nulla di niente. La quantità di persone con problemi di abitabilità è enorme, interi Comuni sono stati distrutti nei loro centri storici e non solo. E poi quello che anche gli altri media ci fanno sapere e vedere tutti i giorni.

Radio Bruno raccoglie fondi anche con l’iniziativa “Teniamo botta!” che è il nome di una T-shirt che, venduta a Euro 10, è già stata acquistata in 1.000 esemplari in pochissime ore dalla sua disponibilità. Tra breve si potrranno comprare le magliette anche on-line e invito i radiofonici che stanno leggendo questo articolo a non far mancare anche il loro acquisto, per sé e per le loro rispettive famigle. E’ una buonissima azione che aiuta le popolazioni dell’area colpita attraverso Radio Bruno.

Ne scriveremo ancora di questa vicenda di terremoto e lo faremo attraverso le storie che RADIO BRUNO ha affrontato e contribuito a risolvere. Nell’emergenza la radio è il mezzo ancora oggi numero 1.

tratto da www.astorri.it