RADIO MONITOR 2012: COSA FARE E COSA NON FARE…

Di Claudio Astorri

Per le radio locali c’è un “vuoto” di 1 anno mentre per le radio nazionali il “silenzio (audii)radio” è stato di ben 2 lunghissimi anni. Siamo nell’imminenza della pubblicazione degli attesissimi dati di ascolto “RADIO MONITOR 2012” di GFK EURISKO. Cosa fare e cosa non fare?
Comincerei con una constatazione; gli editori che ho incontrato in questi mesi, caratterizzati e certamente flagellati anche da una crisi senza precedenti, hanno pensato tutti, ma proprio tutti, la stessa cosa: “Beh, è vero… la mia emittente non ha fatto alcun passo di crescita rilevante nell’offerta al pubblico, nel suo palinsesto… però se ascoltiamo le altre emittenti concorrenti… beh, non c’è storia, siamo certamente migliorati, anche di molto…”. Dunque, mettiamo le cose in chiaro. Qualcuno degli editori si è sicuramente illuso ma tutti si sono sbagliati. Il peggioramento dei concorrenti non corrisponde mai ad un proprio incremento in modo diretto. Falsa illusione.
Prima cosa da fare alla pubblicazione dei dati Radio Monitor 2012: “NON FARSI FACILI ILLUSIONI”.
AUDIRADIO 2009/2010 e RADIO MONITOR 2012. Abbiamo un confronto che non è un confronto tra due ricerche non confrontabili con nessuna forma di confronto confrontabile. Incontrovertibile, no?
Seconda cosa da fare alla pubblicazione dei dati Radio Monitor 2012: “NON CONFRONTARE I DATI ASSOLUTI CON QUELLI DI AUDIRADIO”.
L’unica cosa che è confrontabile con l’uso di tutte le pinze e pinzette del caso, forse, è la SHARE delle singole emittenti nei vari parametri di rilevazione, il QUARTO d’ORA, il GIORNO MEDIO e il 7 GIORNI. Pubblicherò le SHARE di AUDIRADIO di tutte le emittenti nella sezione RADIO BUREAU e non suggerisco di calcolare o confrontare altro.
Terza cosa da fare alla pubblicazione dei dati Radio Monitor 2012: “VALUTARE CON FLESSIBILITA’ LE QUOTE DI MERCATO, IN MODO RELATIVO”.
Qualora le quote di mercato della vostra emittente siano effettivamente cresciute e non sia proprio discutibile che l’emittente sia in una fase di miglioramento, approfittatene per fare quella cosa che non fa mai nessuno e in un nessun momento nel mondo della radio: condividete con lo staff, con tutto lo staff, la vostra grande gioa e distribuite un po’ di pacche sulle spalle, di ringraziamenti sentiti possibilmente uno ad uno, di buona energia, di voglia di crescere per il vostro futuro.
Quarta cosa da fare alla pubblicazione dei dati Radio Monitor 2012: “SE LE QUOTE CRESCONO, APPLAUDIRE LO STAFF A SCENA APERTA”.
Il problema più serio è quando le cose vanno male. Gli editori nazionali e locali commettono tutti lo stesso errore che, per carità, è anche comprensibile sul piano della reazione emotiva e della voglia di rimediare. Quando gli ascolti scendono gli editori allargano sensibilmente e immediatamente l’offerta, suonano 7 decenni di musica (mentre prima erano non più 2 o al massimo 3), mettono in atto tutte le istanze possibili (programmi diella “qualsiasi”) di fatto generalizzano la propria offerta. E questo, credetemi, porta sempre a perdere altri ascolti ancora. Quando si perde si deve infatti stringere e mirare, non allargare.
Quinta cosa da fare alla pubblicazione dei dati Radio monito 2012: “PRIMA DI REAGIRE VERSO Il GENERALISIMO, ACCENDERE IL DUBBIO”.
Un consulente, uno a caso (…), in questo caso, può aiutare a riflettere e a risolvere e indirizzare le attività più opportune.

tratto da www.astorri.it