Vizi Pubblicitari- Non si scherza con i Santi

di Federico Unnia

Ancora un intervento del Comitato di controllo in difesa dei sentimenti e valori religiosi della popolazione presente in Italia. Sia essa di fede cattolica o altero.
Ricorrendo all’ingiunzione di desistenza, l’arma più veloce che lo Iap possiede per fermare una pubblicità di dubbia correttezza, il Presidente del Comitato di Controllo, ha ingiunto lo stop per contrasto con l’art. 10 Cap ai messaggi pubblicitari “Io credo nel fotovoltaico”, diffusi attraverso affissioni a Milano, Firenze e Torino nel corso del presente mese di maggio.
I messaggi, per promuovere i servizi di progettazione ed installazione di impianti a risparmio energetico della società Helios, ritraevano soggetti che per il loro abbigliamento ed atteggiamento identificano chiaramente diversi credi religiosi, mentre il claim a caratteri cubitali recita: “Io credo nel fotovoltaico”.


Le comunicazioni, secondo il Comitato di controllo, rappresentavano un’evidente offesa alle diverse convinzioni religiose dei cittadini, meritevoli di rispetto e di tutela, ponendosi per tale ragione in contrasto con il dettato dell’art. 10 del Codice.
I messaggi in questione banalizzando a fini pubblicitari la devozione e il “credere” che sono alla base della fede e delle religioni, e che qui sono apertamente rivolti ai prodotti pubblicizzati, alle nuove energie, offendevano la dimensione più intima e personale della fede. Qualunque essa fosse. L’inopportuno ribaltamento così creato – ha concluso il Comitato di controllo nell’ingiunzione non opposta nei termini previsti dal Codice e quindi divenuta esecutiva – determinava un’offesa del sentimento religioso, che si vorrebbe invece immune da attacchi completamente immotivati, come quelli portati a meri fini di strumentalizzazione commerciale. L’offesa del sentimento religioso veniva anche realizzata attraverso la “deificazione” del prodotto che si sostituisce in tutti i soggetti della campagna all’oggetto proprio del culto. Insomma, un bell’affronto al sentimento e alla fede del consumatore.