Vizi Pubblicitari- Ma in che mondo pubblicitario viviamo…..

di Federico Unnia

Scorrere la cronaca dei quotidiani o navigare su internet alla ricerca di news fa passare la voglia di occuparsi di comunicazione.
E’ quanto verrebbe da dire leggendo l’Espresso di questa settimana, nel quale si mette il dito su una piaga molto grave, l’uso di commenti falsi o interessati da parte delle imprese per controbattere eventuali critiche mosse loro da consumatori. Una pratica commerciale s corretta, non vi è dubbio, che in Uk è stata stroncata allargando a questi segmenti dei siti l’applicazione delle severe norme sulla corretta comunicazione commerciale e che da noi invece restano terra di nessuno.
Ma ancor più emblematica è la vicenda di cui è stata protagonista Vodafone. Nome che non ha necessità di presentazione, che tutto e tutti martella con i suoi messaggi pubblicitari e che ha fatto della CSR un bellissimo lenzuolo di rinnovata verginità.
Ma di quale grave colpa si è macchiata Vodafone? Semplice, l’aver diffuso un messaggio ingannevole, con sms, punto vendita ed internet (caso ora chiuso con buona pace di tutto, attraverso l’adozione di impegni con l’Autorità). In questo nulla di nuovo e, soprattutto, di particolarmente inusuale.
Ciò che davvero lascia perplessi è il contesto in cui la vicenda si è collocata: a fronte dell’acquisto di una ricarica telefonica del taglio di 20,00 Euro non era specificato ne richiesto il consenso affinché 1 euro dei 20 fosse donato alla Fondazione Vodafone Italia senza alcuna autorizzazione. In sostanza, fatta la ricarica per 20 euro, il consumatore subiva una decurtazione automatica di 1 euro, in assenza di alcun consenso da parte del consumatore stesso, a tutto vantaggio della stessa Fondazione Vodafone.
Tralasciando la scorrettezza di tale prassi, si inorridisce pensando che l Euro fraudolentemente sottratto all’utente che lo ha pagato come suo, finisse a sostenere opere e progetti che dovrebbero contribuire anche ad ammantare di serietà e attenzione al prossimo l’immagine di Vodafone.
Da parte sua, Vodafone ha chiuso l’increscioso episodio, assumendo l’impegno di prestare maggiore attenzione alle modalità e tempistiche di comunicazione su simili progetti, assicurando anche la restituzione del maltolto a quei clienti che avessero dichiarato di aver fatto la ricarica senza alcuna volontà di sostenere la Fondazione Vodafone