UM presenta i risultati di Wave 6 – The Business of Social

UM, la società di strategia e pianificazione media del gruppo IPG guidata da Gianfranco Piccolo, svela i risultati della sesta release della ricerca Wave 6 – The Business of Social. La ricerca fa emergere un primo dato significativo: sviluppare strategie social più sofisticate – che favoriscano il raggiungimento di specifici obiettivi commerciali, in modo da intercettare un numero sempre crescente di social networkers – si configura oggi per le aziende come una reale necessità. Il primo passo fondamentale che un brand deve fare è, semplicemente, quello di offrire una risposta personale ai reclami e alle richieste online dei consumatori. I brand che lo fanno ottengono subito rispetto e fedeltà. La ricerca di UM esamina l’utilizzo che i consumatori di 62 paesi diversi fanno di siti come Facebook e Twitter per interagire con i brand, cosa vogliono e cosa si aspettano da queste esperienze. Le modalità d’uso cambiano in maniera rilevante a seconda delle categorie merceologiche e delle aree geografiche considerate.

I siti aziendali perdono consenso soprattutto tra i giovani

Un altro dato saliente è quello che evidenzia come i siti aziendali stiano rapidamente perdendo consensi, specialmente tra i 16-24enni – Wave ha registrato nell’ultimo anno un calo del 15% – che li considerano fonti di esperienze a senso unico, non interattive. Le aziende, a questo punto, dovrebbero adoperarsi per capire come rendere il loro sito più efficace e come inserire i social media nel marketing mix, in modo da offrire un’esperienza di marca più completa.

Privacy e social media

La ricerca rivela ulteriori sviluppi per quanto concerne il tema ampiamente dibattuto relativo alla tutela dei dati personali online. Se da un lato i consumatori ammettono di essere preoccupati per la disponibilità in rete dei loro dati personali, dall’altro, quando si tratta di caricare un profilo su Facebook (cosa che fa addirittura il 62% degli utenti internet a livello mondiale), o di condividere informazioni personali e opinioni su blog e su altri social networks, sono disposti a correre questo rischio.

Un device più adatto per ogni esperienza

Rimanere in contatto con gli amici e ‘trovarsi’ in rete sono due dei motivi principali per cui le persone usano i social media nel mondo occidentale. In particolare, è talmente importante per il target 16-24enni, che il tempo da loro dedicato ai social network è pari a quello speso a guardare la tv. A livello globale, il cambiamento più significativo rilevato negli ultimi anni è probabilmente quello che riguarda la capacità degli utenti di interagire attraverso molteplici device differenti. Lo studio rivela che alcune piattaforme si dimostrano molto più adatte, rispetto ad altre, a trasmettere un determinato tipo di esperienza social. Lo smartphone ad esempio si rivela perfetto per il divertimento, per riempire i “tempi morti” e per la gestione della vita quotidiana grazie alle molteplici funzionalità che offre, mentre il tablet è percepito più come un mezzo per la creatività e l’apprendimento – ed è visto altresì come l’ambiente ideale per fare acquisti.