Vizi Pubblicitari- Sbirciare si…immaginare no!

di Federico Unnia

Nella cultura e nell’immaginario collettivo l’immagine di un arrapato, bruttino, timido, che guarda dalla toppa della chiave e sbircia le nudità di una bella avvenente signora sono territori comuni e, per un certo senso, addirittura accettati e perdonati. Ne sono stati fulgidi e memorabili esempi anche Alcuni film erotici, sia seri sia della tradizione italiana. Ebbene, tutto questo al rigoroso mondo dello Iap proprio non va giù.


Ne abbiamo conferma dalla recente ingiunzione di desistenza emessa dal Presidente del Comitato di Controllo, con la quale è stato bloccato il messaggio pubblicitario “Rotondità attraenti e moderne”, diffuso attraverso affissioni nella sanguigna città di Napoli. Secondo il Comitato, infatti, il messaggio, che promuoveva l’attività di un’azienda produttrice di infissi e serramenti, utilizzando un’immagine del profilo di una donna a quattro zampe davanti ad una vetrata, intenta a scrivere su un computer posto a terra, con un claim che recitava “Rotondità attraenti e moderne”, doveva essere bloccato.
Il Comitato ha infatti ritenuto lo stesso manifestamente contrario all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale perché gravemente offensivo della dignità della donna. L’utilizzo di quell’immagine della donna ha infatti l’unico intento di colpire l’attenzione del pubblico e dare senso all’headline, con una commistione di piani donna – prodotto non accettabile. Tutto ciò in spregio a quanto espressamente previsto dall’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”. La carica svilente del messaggio era sottolineata dal claim, che instaurava una sovrapposizione tra la donna e il prodotto pubblicizzato, amplificandone i profili di contrasto con il Codice.