Quando l’online guida e celebra il risultato

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Il Movimento 5 Stelle non è, si legge sul blog di Beppe Grillo, un partito. È un movimento, un movimento politico e, si potrebbe aggiungere, sociale, con connotazioni per molti versi inedite.

Il movimento è stato ieri conclamato dai media tradizionali come uno dei vincitori di quest’ultima tornata elettorale, suscitando l’interesse degli analisti, incuriositi non tanto dai significati simbolici del suo successo politico, quanto dal metodo che ne ha permesso il raggiungimento.

I social media sono da sempre stati per Beppe Grillo e il suo Movimento canale di comunicazione, di informazione, di scambio, nonché “sede” del movimento stesso, luogo di incontro e struttura organizzativa. Basti osservare l’ingente volume di messaggi che il Movimento 5 Stelle genera quotidianamente su internet, come emerge dall’analisi Nielsen sul passaparola digitale (fonte BuzzMetrics/NM Incite). Negli ultimi 12 mesi circa 210.000 messaggi su Beppe Grillo hanno affollato la rete, con una media di quasi 600 post al giorno e un andamento costante, che termina con l’evidente exploit di aprile e della prima settimana di maggio, ove si concentra il 27% dei messaggi totali.

Trend delle discussioni online su Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle

Fonte: Nielsen BuzzMetrics/NM Incite – dati mensili dal 8/5/2011 al 7/5/2012 – Blog, Forum, Gruppi, Facebook, Twitter, Video e immagini

Nell’ambito politico italiano il ruolo dei social network sta divenendo in effetti sempre più rilevante anche tra le forze politiche più tradizionali. Quasi tutti i maggiori esponenti di partito in carica hanno oggi un loro profilo ufficiale su Facebook e un account su Twitter, e dialogano direttamente (chi più, chi meno) con gli elettori. Per il Movimento 5 Stelle questa è in realtà una prassi non solo consolidata da tempo, ma amplificata e intensamente sfruttata a livello quotidiano.

Il ruolo dei social network non è tuttavia limitato alle sole pagine ufficiali dei vari personaggi politici. Molte delle discussioni sul Movimento 5 Stelle avvengono, oltre che sul profilo e sul blog di Beppe Grillo o di altri politici (Bersani, Berlusconi, Vendola…), anche sui Wall Comments di altri profili, quali ad esempio i profili di:

siti di “contro-informazione”: Informare per resistere , I segreti della casta di Montecitorio, Informazione Libera, Ecco Cosa Vedo – Idee per una società etica, I hate Silvio Berlusconi
giornalisti o testate giornalistiche: Il Fatto Quotidiano, Corriere della Sera, Repubblica, L’Unità, La7, Marco Travaglio.
I social network dunque sono i luoghi digitali nei quali si concentra la grande maggioranza dei post.

Discussioni online su Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle, per tipo di Social Media
Fonte: Nielsen BuzzMetrics/NM Incite – dati dal 8/5/2011 al 7/5/2012 – Blog, Forum, Gruppi, Facebook, Twitter, Video e immagini

Un ordine di gerarchia che diventa ancora più netto in prossimità della tornata elettorale dello scorso weekend. Solo nella giornata di lunedì 7 maggio, giorno di chiusura dei seggi e di diffusione dei risultati delle consultazioni, si sono generati sul web circa 8.300 messaggi sul Movimento 5 Stelle, più del doppio di quanti rilevati nello stesso giorno per il Partito Democratico (poco più di 3.500 messaggi). Una giornata inevitabilmente frenetica, durante la quale la ricerca della notizia in tempo reale e dell’anticipazione o indiscrezione ha potuto prendere luogo proprio sui social network, con il 72% dei post su Beppe Grillo provenienti da Facebook e il 24% da Twitter.

E’ chiaro dunque come l’esito di queste consultazioni elettorali non sia da ritenersi solamente di natura politica. Vi è un segnale forte di mutamento sociale, trainato proprio dalla rete. I social media hanno mostrato tutto il loro potere di aggregazione, creazione di consenso e opinione, finendo per influenzare i comportamenti, non solo online, ma anche offline. I “grillini”, sfruttando il passaparola digitale, sono passati poi ad agire sul piano concreto, con un gesto assai reale – ovvero il voto sulla scheda elettorale – e conseguenze altrettanto tangibili: il primo sindaco marchiato 5 Stelle, i ballottaggi e il numero dei consiglieri comunali.