Parte Linea Gialla, un programma per rivoluzionare una rete

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Salvo Sottile (intervista audio) porta per la prima volta la cronaca sulla rete ex Telecom. Sarà uno dei capisaldi della rivoluzione (pop) di Cairo

di Giovanni Santaniello

La prima carta che la nuova La7 targata Urbano Cairo ha gettato sul tavolo non ha avuto molta fortuna. Ma dopo il mezzo flop (di critica e di ascolti) de ‘La Gabbia’ di Paragone, nell’ex rete Telecom si punta al riscatto immediato gettando nella mischia l’altro colpo grosso che la rete ha compiuto nel mercato estivo dei conduttori, Salvo Sottile.

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Domani sera (ore 21 e 10) inizia ‘Linea Gialla’, il programma che si occupa di cronaca fortemente voluto dal patron per schiudere a La7 strade finora inesplorate: quelle che portano a un pubblico più popolare rispetto a quello degli affezionati fino alla scorsa stagione.

Sta di fatto che in una serata complicata quale il martedì, nè Sottile nè Fiore De Rienzo (l’autore del programma) promettono sfracelli. “Cercheremo – puntualizza il direttore di rete Paolo Ruffini – solo di migliorare i dati medi di una serata che finora, per noi, era nera. E non per la cronaca…”

L’ambizione è quella di gettare un primo seme della nuova La7 che ha in mente Cairo. Più pop. O più completa. Dipende dai punti di vista. Che, magari, non sono nemmeno incompatibili. Quello di Ruffini, in ogni caso, è il seguente: “Sì, ‘Linea Gialla’ è un tassello fondamentale per la nuova identità della nostra rete che finora ha avuto tanta politica, ma pochissima cronaca. Colmiamo una mancanza storica con i migliori professionisti del campo. D’altra parte, se solo mezzo Paese va a votare, tutto il Paese vuole sapere cosa accade e la mia ambizione è di costruire una identità di rete su progetti strategici, non su programmi che durano lo spazio di una serata”.

‘Linea Gialla’ è prevista per 40 puntate fino al prossimo giugno e a dosi di 3 ore settimanali: anche da questo si capisce tutta l’importanza che avrà per La7. “E’ un progetto strategico i cui frutti si potranno vedere solo a lungo periodo”, avvisa Ruffini.

Ma, per ora, Sottile ha già l’incoraggiamento di un big come Enrico Mentana che, sulla strada del mutamento genetico di La7 verso il pop, ha avuto molto da ridire sulla possibilità di ospitare ‘Miss Italia’, ad esempio. “Enrico ha posto un problema, ma una tv è una realtà complessa. E le identità più belle sono quelle complesse, non quelle ferme che sono morte”, puntualizza il direttore di rete, Ruffini.

Quanto a Sottile (che rivela che il primo a telefonarlo per accasarsi a La7 è stato proprio Mentana, suo padre putativo, del resto, in quanto lo assunse quando aveva solo 19 anni al Tg5) promette che non ci sarà alcuna morbosità nei casi che andrà a raccontare. Nè che darà spazio unicamente alla cronaca nera.

“Non vogliamo essere nè i fratelli poveri di ‘Quarto Grado’, il mio ex programma Mediaset che mi ha dato tanto ma che ora non commento, nè i fratelli poveri di ‘Chi l’ha visto?’. Vogliamo proporre qualcosa di nuovo”.

Facile a dirsi, meno a farsi: “Beh, però il nostro titolo svela già un bel pò delle nostre idee – risponde De Rienzo – Echeggia ‘Telefono Giallo’, tanto per iniziare. E proprio come quella trasmissione vogliamo riscoprire un contatto diretto col pubblico da casa che chiamandoci o interagendo con i social network potrà fare direttamente ai nostri inviati delle domande. In studio, poi, non ci saranno opinionisti, ma solo, quando serve, degli esperti”.

Esperti che cambieranno di volta in volta a secondo dei casi che si racconteranno. A ‘Linea Gialla’ si ripromettono di giocare un pò più da battitori liberi rispetto a ‘Chi l’ha visto?’ o ‘Quarto Grado’. “Noi siamo pronti a raccontare la cronaca, non solo nera. Anzi, a fare anche servizio pubblico visto che gli inquirenti talvolta chiedono una mano alla televisione per risolvere dei casi. Ma se, ad esempio, fosse stata fissata per domani l’operazione di riemersione della Costa Concordia, l’avremmo seguita in diretta…”