Gubitosi (dg Rai): “Mission? E’ social tv”

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Il sì del direttore generale al discusso reality in un campo profughi mentre scoppia la polemica su un conflitto d’interessi in Vigilanza

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Con una lunga intervista concessa a Repubblica in edicola oggi in cui, tra l’altro, esprime la convinzione che i talk-show urlati hanno stancato (stoccata per la nuova linea di La7?), il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi annuncia che ‘Mission’, il tanto discusso reality girato con un gruppo di vip in un campo profughi andrà regolarmente in onda.

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All’intervistatore  Giovanni Valentini che gli chiedeva lumi sulla “fiction sui rifugiati”, Gubitosi ha risposto: “Non si tratta esattamente di fiction, ma di social tv. E non ho difficoltà a dire che visionare in anteprima il programma come ci ha detto la Vigilanza sarebbe una forma di censura preventiva, in contrasto con l’articolo 21 della Costituzione. Per il momento, ‘Mission’ è una trasmissione che nessuno ha visto – nemmeno io – perchè ancora non c’è materialmente: al montaggio, fra l’altro, parteciperà anche un esponente del Commissariato Onu sui rifugiati. Prima di mandarlo in onda, lo visioneremo attentamente e poi sarà il pubblico a giudicare”.

Il presidente della Vigilanza, il grillino Roberto Fico, ha fatto sapere che “ne prende atto”. Ma Gubitosi, a proposito della Commissione parlamentare che si occupa della Rai, ha anche altro da dire: “Rispetto le istituzioni e tutti i parlamentari. Ma trovo incredibile che faccia parte di questa Commissione un senatore (Maurizio Rossi di Scelta Civica, ndr) che è proprietario di una tv privata (Primo Canale, ndr), è in palese conflitto d’interessi e ciononostante chiede alla Rai i contratti, i compensi e i dati sensibili che impattano sulla concorrenza”. E pensare che un anno fa fu proprio Mario Monti a volere Gubitosi al vertice di Viale Mazzini.

Ma non ci sono solo i centristi del professore nel mirino di Gubitosi: Il direttore generale risponde anche a Brunetta, capogruppo del Pdl, che ha presentato all’Agcom un esposto contro ‘Che tempo che fa’ per contestare la presenza di troppi ospiti di sinistra. “Ha indicato anche il Maestro Maurizio Pollini tra questi. Ma io mi rifiuto di dividere la società italiana in blocchi politici: dobbiamo cercare, piuttosto, di unirla intorno a valori condivisi”.

“Quando ascolto ‘I Notturni’ di Chopin eseguiti da Pollini – conclude Gubitosi – non mi chiedo se lui è di destra o di sinistra”. E sogna, si legge in un altro passo dell’intervista, “una Rai indipendente dalla politica”.