E Francesco regalò vita eterna alla Renault 4, l’auto in blue jeans

111

Le vie del marchio (di qualità) sono infinite

di Giovanni Santaniello

Magari suonerà blasfemo. O magari servirà per andare più velocemente in Paradiso. Ma il primo miracolo di Papa Francesco è quello di aver resuscitato un’auto costruita nel 1961. Un nome, un marchio che, dopo anni di ribalta, era caduto inevitabilmente nel dimenticatoio.

pap

Niente di extralusso. Anzi, il contrario: qualcosa che di più popolare non si può.

Trattasi della Renault 4, l’auto che gli ha regalato don Renzo Zocca, il parroco di Santa Lucia di Pescantina, a Verona. E che il Santo Padre ha messo in moto per raggiungere piazza San Pietro il giorno della veglia per la pace in Siria.

Ecco: al di là che la guerra è stata arrestata, e che un fotografo, Andreas Solaro, ha immortalato il Papa sulla Renault per puro caso, scattando alla cieca, lui arrivato in anticipo nella postazione del Colonnato, verso dove aveva avvertito solo uno strano movimento, il miracolo è che Francesco ci fa riscoprire che essere ricchi non vuol dire viaggiare a bordo dell’ultima fuoriserie, ma magari su una vecchia utilitaria tenuta bene e a cui, dopo tanti anni e tanti chilometri, ci si affeziona. Un buon marchio, del resto, non si riconosce proprio da questo?

E così, dato che anche le vie del marchio (di qualità) sono infinite, si riscopre la Renault più venduta di sempre. “Simpatica, fedele, divertente: la Renault 4 era una macchina con l’anima e non è un caso che ancora oggi, quando si parla di Errequattro si usano aggettivi umani. E non è un caso – ancora – che a oltre 20 anni dalla sua scomparsa (pardon, uscita di produzione…) tutti si siano ricordati di quest’auto – ha scritto Repubblica – Il passaggio che ha dato a Papa Francesco ha fatto tornare alla ribalta il mito. Quando la casa francese, messa alle corde da normative di sicurezza e anti-inquinamento, nel 1992, decise di affossarla, ci fu una sollevazione popolare…”

Michele Serra, ha ricordato ancora il giornale di Ezio Mauro, scrisse addirittura una poesia quando fu interrotta la sua produzione. In sostanza, contestava alla Renault il diritto di “uccidere” un mito. La Renault 4 era diventata di tutti, del popolo, non più di chi la produceva dal 1961.

E’ stata la terza auto più venduta di sempre dopo il Maggiolino e la Ford T: 8 milioni, sparse in tutto il mondo, dall’Australia al Sud Africa, dal Cile alle Filippine.

Era nata da una folle idea di Pierre Dreyfus, presidente della “Régie nationale des Usines Renault”: realizzare “l’automobile blue jeans”.

Uno slogan? Macchè: era il nome del progetto della Renault 4 che prese piede nel 1956 al Salone dell’Auto di Parigi e portò alla sua nascita cinque anni più tardi.

Dal 1961, con quell’auto si è fatto di tutto: dalle corse (dal rally di Montecarlo alla Parigi-Dakar dove si piazzò incredibilmente al terzo posto) ai divani (idea del designer Cyril Latapy), senza dimenticare raid di ogni tipo ed esposizioni artistiche.

Ora Francesco le ha dato solo (si fa per dire) vita eterna facendola diventare la nuova Papamobile.

Don Zocca ha raccontato che era il suo sogno di bambino nato in una famiglia povera e che quando riuscì finalmente a guidarla per la prima volta si sentì in Paradiso. In anni e anni di servizio, non l’ha mai tradito. Nemmeno quando ha imboccato contromano un viale all’interno del Vaticano con Francesco al suo fianco. Aveva dalla sua la forza di un prodotto di qualità. La forza della vera ricchezza (al netto delle cose invisibili).