Vizi pubblicitari-Francesi, bacchettoni o umoristi?

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di Federico Unnia

Anche in Francia si discute dell’eccessivo controllo e rigore di alcune decisioni in materia di correttezza e buon gusto pubblicitari. E’, ad esempio, il recente caso di una serie di affissioni relative ad un film Les infidèles, nelle quali comparivano 4 immagini, con il protagonista, nell’atto di rispondere al telefonino mentre una donna lo abbraccia vogliosa e in altre è sdraiata e porge verso l’alto le sue gambe. Nelle due immagini l’uomo al telefono affermava “Entro in una riunione” e “tra poco metto giù, c’è un tunnel”.

Frasi allusive, ma neanche poi così volgari. Eppure il Jury de Déontologie Publicitarie ha bacchettato l’annuncio, ritenendolo inopportuno e contrario alla norma del codice francese della pubblicità che fa divieto di offendere la dignità della persona. Nel caso specifico la donna, trattata come oggetto di piacere. Nel caso specifico nulla essendovi di sconveniente e di visivamente volgare ed offensivo, ma anzi un velato umorismo, il Jury ha ritenuto fosse da censurare la scelta del mezzo (affissioni esterne, come tali visibili da chiunque, minori ed anziani compresi).
Una trovata, quindi, inopportuna, che sebbene non presentasse alcunché di fisico e di sessualmente sfacciato e palese, è stata giudicata tale da gettare una gratuita offesa alla dignità della donna, banalizzata e trattata come un semplice oggetto di piacere fisico.