Vizi Pubblicitari-Inganno sulla navigabilita’ del sito

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di Federico Unnia

Fino ad oggi Internet era stato considerato piattaforma sulla quale allocare messaggi e informazioni. L’inganno che a queste due fattispecie si poteva ricondurre era contenutistico.
Ora apprendiamo che per l’Autorità garante della concorrenza e del mercato l’ingannevolezza di un messaggio può risiedere anche nella struttura dell’accesso alla pagina del sito ove è collocato il contenuto in esame.
Recentemente, nell’affermare la scorrettezza di una serie di messaggi diffusi in occasione di alcune lotterie e concorsi nazionali, l’Antitrust, vero ed unico guardiano della rete in difesa dei consumatori, ha stabilito che l’ingannevolezza di un messaggio, nello specifico un comunicato stampa, possa derivare anche dalla maggiore o minore facilità con la quale il consumatore – navigatore riesca ad accedere al sito ove trova le informazioni.
Nello specifico, con riferimento ai messaggi diffusi sul sito www.aams.gov.it, secondo l’Antitrust occorre osservare che il comunicato stampa relativo alla Lotteria Italia 2008 forniva effettivamente l’elenco in questione. Tuttavia – e qui sta l’inganno – “non avendo predisposto un percorso guidato o almeno chiaramente indicato dal professionista fin dall’accesso alla prima pagina del sito stesso, l’elenco in questione si trovava in una sezione del sito raggiungibile soltanto da un consumatore particolarmente esperto sia di navigazione in internet, sia di come sono strutturate e qualificate le attività svolte da AAMS e che potesse, quindi, intuire, all’interno di un complesso di informazioni molto articolato e relativo a più settori di attività, il percorso da seguire”.
Come dire, l’inganno, o meglio la pratica commerciale scorretta, si configura in una condotta che non faciliti il ritrovamento delle informazioni. E’ vero che il principio di completezza del messaggio che impone di fornire al consumatore ogni indicazione rilevante nel medesimo messaggio e fin dal primo contatto con il consumatore trova un temperamento in presenza, come nella fattispecie, di limitazioni di spazio connesse alla peculiare natura del messaggio considerato, ammettendosi forme di integrazione delle informazioni fornite nel messaggio (biglietto) attraverso fonti diverse (internet). Tuttavia se questa reperibilità, attraverso la navigazione nel sito, non è immediata e facilmente ricostruibile dai consumatori, ecco che scatta l’ingannevolezza e la connessa sanzione.