Qui Genova, la guerra dei concessionari al manifesto degli atei

Sì alle affissioni solo dopo aver consultato l’Avvocatura

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I concessionari di pubblicita’ privati di Genova hanno rifiutato l’affissione di un manifesto antidiscriminazione dell’Unione atei, agnostici e razionalisti (Uaar) e il Comune, cui si e’ rivolto l’Uaar, ha accettato l’affissione solo dopo il parere positivo dell’Avvocatura.

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La notizia e’ stata anticipata dalle pagine locali di Repubblica, paradossalmente, nello stesso giorno in cui ospita la prima lettera che un Papa abbia voluto scrivere a un direttore fuori le mura Vaticane e per di più ateo proprio sul tema dell’ateismo.

Il manifesto, giallo e nero, riporta la parola Dio in grande con una croce sulla lettera D e sotto la scritta ’10 milioni di italiani vivono bene senza D. E quando sono discriminati c’e’ l’Uaar al loro fianco’.

L’Uaar si era rivolto ai privati per collocare i cartelloni negli spazi visibili dalla Sopraelevata ma e’ stato loro risposto di no perche’ i titolari delle concessionarie erano credenti. Per questo l’Uaar si e’ rivolto al Comune di Genova che ha detto si’ solo dopo il parere dell’ufficio legale.

L’Unione atei aveva gia’ promosso una campagna simile nel 2009 con l’ ‘Ateobus’, pannelli collocati sui bus cittadini con su scritto ‘La cattiva notizia e’ che Dio non esiste, la buona e’ che non ne hai bisogno’.