I Vini Francesi del Guardiano del Faro

Una raccolta decennale di post. Venticinque anni di viaggi distillati tra le migliori tavole e cantine di Francia. Un progetto editoriale che nasce dalla volontà di Ketchum Pleon di portare alla carta stampata pensieri, parole, emozioni che Roberto Mostini, alias “Il Guardiano del Faro”, wine blogger tra i più amati, ha condiviso sul web in questi anni.

Non è facile racchiudere in un’unica definizione questo progetto, che Luigi Cremona, curatore della Guida Vinibuoni d’Italia e autore della prefazione, sintetizza come “una piacevole e scorrevole antologia che ci porta dentro a bottiglie molto famose con spirito acuto e leggero”.

Il libro nasce dall’incontro di un blogger appassionato di vini e di un imprenditore gourmand che nel mondo della comunicazione digitale affonda le proprie radici professionali, Andrea Cornelli, oggi amministratore delegato di Ketchum Pleon Italia, tra le maggiori società di relazioni pubbliche italiane.

Il lungo viaggio del Guardiano del Faro diventa quindi un libro. 50 tra i migliori vini di Francia, e 50 tra i migliori produttori francesi sono raccontati da Roberto Mostini attraverso aneddoti, ricordi ed emozioni: i migliori Champagne, i cru più blasonati di Borgogna e del Bordolese, i grandi vini della Valle del Rodano, quelli del “Giardino di Francia”, ovvero la Valle della Loira, senza tralasciare le eccellenze dell’Alsazia e della piccola zona vitata dello Jura, arrivando fino alle migliori espressioni vinicole dell’assolata Provenza.

A proposito dei vini scelti, il Guardiano del Faro precisa: “Certamente questo elenco non ha la presunzione di essere né esaustivo né completo. Questi vini sono quelli entrati nella mia memoria personale imprimendovi un segno indelebile, dovuto al ruolo del vignaiolo, alla bella compagnia di una serata, piuttosto che alla peggior notte passata con tre gin tonic a fianco della tastiera per sopravvivere alla voglia di gettarmi dal faro …. Quando stappi una bottiglia di vino non sai mai cosa ci può essere veramente dentro, così come quando conosci una persona”.

“Il progetto è frutto di una contaminazione di generi e dell’incrocio fortunato di due diverse strade – sottolinea Andrea Cornelli: quella di un uomo di comunicazione appassionato di vini e parole, e quella di un artista che dal solitario faro bretone ha deciso di vivere borderline. Come Ketchum abbiamo creduto nella qualità di questo progetto e nel suo carattere innovativo, aspetti fortemente connaturati nel DNA della nostra società e che rappresentano l’orizzonte di riferimento della nostra visione aziendale”.